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Comacchio, il San Camillo surriscalda il consiglio

Alcuni esponenti della Consulta Popolare presenti tra il pubblico in municipio Sulla riorganizzazione della Casa della Salute è ancora bagarre tra i gruppi

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COMACCHIO. In 3 ore e 40 minuti, intercalate da tre sospensioni della seduta e dal brusio di alcuni esponenti della Consulta Popolare per il San Camillo, lunedì sera, insieme al bilancio di previsione, sono stati approvati tutti i punti all’ordine del giorno del consiglio comunale con due eccezioni. La richiesta avanzata con mozione d’ordine dal consigliere Davide Michetti (L’Onda) volta a trattare per primi i due punti riguardanti l’ospedale, è stata respinta dal voto della maggioranza, per cui dopo lo spazio delle interpellanze si è sviluppata una discussione unica per tutti i punti (dal 4 al 13) relativi al bilancio di previsione 2016. Anche la mozione presentata dai consiglieri Michetti e Di Munno (Il Faro/Pdl) per la nomina di un consulente tecnico sanitario non è stata accolta, dopo che la segretaria generale Daniela Ori ha chiarito che «alla Corte dei Conti si è chiesto un parere risolutivo ad eventuale impegno di somma, per salvaguardare il consiglio comunale da eventuale addebito, che successivamente avrebbe potuto essere contestato per la consulenza. Ci è stato risposto – ha specificato la segretaria – che la materia doveva essere più propriamente valutata in altra sede, in un contesto diverso, cooperando con altri soggetti istituzionali». Il bilancio è passato, ma è finito in secondo piano rispetto all’argomento più atteso, la mozione d’ordine del consigliere Enrico Calderone (capogruppo ex-5 Stelle), con proposta di implementazione della “Casa della salute di Comacchio”, che prevede l’introduzione dei pediatri di libera scelta al piano terra, la neuropsichiatria infantile al primo piano, un ambulatorio di nucleo pediatrico al secondo piano e un’area vuota a disposizione dei privati. Al terzo piano andrebbero il Servizio di Igiene pubblica (ora a Migliarino) e la pediatria di comunità, mentre il quarto piano sarebbe occupato dai servizi di riabilitazione. «Viene mandato in avanscoperta il capogruppo Calderone – è intervenuto Michetti – e rimarrà solo, pensa di risolvere le faccende del San Camillo in 4 righe, dopo le 9mila firme raccolte dalla Consulta a difesa del San Camillo, per una sua gestione pubblico/privata. Ma cosa ci verrà a fare un privato, se non gli si dà nulla, se non un piano vuoto con dieci camere?». Michetti ha chiuso il proprio intervento invitando Calderone a ritirare la propria mozione, mentre Di Munno gli ha ricordato che «serve solo a dividere la collettività, allo scopo di smobilitare con la forza pubblica il presidio al San Camillo. Non è materia di consiglio comunale questa mozione, ma di commissione sanitaria. Io questo film l’ho già visto – ha concluso – e così facendo si aumentano solo le tensioni sociali». Roberto Bellini, (ex-5 Stelle) ha riscontrato che «si è parlato di bilancio e siete tutti contrari alla piscina, alla sicurezza idraulica, allo skate park e ora sulla sanità non riesco a capire qual è la vostra proposta». Dopo una delle sospensioni per il continuo incalzare di domande e grida da parte dei rappresentanti della Consulta, la seduta è ripresa con l’intervento del sindaco Marco Fabbri, che ha messo in chiaro come «qui non c’è nessun salvatore della patria e come detto da Michetti la vecchia politica ha fatto scelte scellerate, che hanno decretato la chiusura di ospedali piccoli come Portomaggiore, Tresigallo e Comacchio».

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