«Ho visto saltare un’auto poi il colpo contro la mia»
Le testimonianze dei feriti trasportati al pronto soccorso dell’ospedale di Cona Il giovane che cerca aiuto attaccandosi al clacson e l’anziano che invoca la madre
«Ho visto quell’auto tamponarne un’altra a grande velocità e quella davanti letteralmente saltare da una parte all’altra dell’autostrada. Pensavo che fosse successo l’irreparabile, per fortuna non è così». Enza Piazzani, 62 anni, di Mesola, è seduta sul lettino del pronto soccorso dell’ospedale di Cona accanto al marito Rodolfo.
Indossa il collarino, aspetta la chiamata del medico nell’androne stipato di barelle e di pazienti in attesa. Una fortuita combinazione di tempo e luogo ha portato la barella su cui è disteso Alessandro Ferraresi, 28 anni, tecnico informatico di Copparo, proprio accanto alla sua.
C’era proprio il ventottenne di Copparo all’interno dell’Opel Corsa nera che Enza Piazzani ha visto sollevarsi quando un’auto rossa l’ha investita sulla corsia di sorpasso, attorno alle 8.30 di ieri.
Lui conferma, se l’è vista brutta. «L’auto che mi ha tamponato mi ha sballottato verso la parte opposta della carreggiata. Dopo il colpo - racconta - sono rimasto nell’abitacolo, ero confuso, non stavo per niente bene, ho iniziato a suonare il clacson». Ferraresi e la coppia di Mesola si trovavano a due passi dal casello di Ferrara Sud, erano diretti verso Bologna e si sono addentrati a quell’ora nel muro di nebbia che si era posato su quel tratto dell’A13.
«C’era una cappa fittissima – conferma Ferraresi – Poche centinaia di metri dopo il casello ho notato un camion fermo sulla destra. L’ho superato e mi sono fermato nella corsia di sorpasso, si era formata una coda. Purtroppo tenere acceso il fendinebbia non è servito a molto, una macchina – una Qashqai - che arrivava sulla stessa corsia ha cercato di evitarmi ma non ci è riuscita. Si è abbattuta sull’angolo sinistro della mia Corsa spingendomi con violenza verso la corsia alla mia destra».
Il ventottenne di Copparo accusa un dolore diffuso provocato dal colpo di frusta e da altre contusioni in diverse parti del corpo, al braccio e al ginocchio. Al suo posto, quando verso le 13 i medici del pronto soccorso lo chiamano in ambulatorio, viene sistemato un anziano in barella che probabilmente viaggiava su un pullman. Spaventato, piange e invoca la mamma.
Enza Piazzani è seduta di fianco al marito Rodolfo, che si trovava alla guida quando si è fermato dietro al camion che era stato appena sorpassato da Alessandro Ferraresi. Non ha fatto in tempo ad ancorarsi prima che una vettura che sopraggiungeva colpisse la parte posteriore della sua auto. Mentre aspetta la visita guarda assieme al marito le foto che ha scattato sul posto e racconta: «È stato terribile, continuavamo a sentire i colpi delle auto che si scontravano dietro di noi. Un incubo».
Nella stessa sala d’attesa si trovano Laurentiu e Carolina, una coppia che stava rientrando dalla Romania, dove aveva partecipato ai funerali di un congiunto. «Stavamo tornando a Castelmaggiore (Bo), dove abitiamo, c’era molta nebbia e dei veicoli fermi sulla strada. Ci siamo fermati, la Jeep che ci seguiva no e ci ha preso in pieno». Sia lui che la moglie portano il collare. «Quell’auto ci ha spinto in avanti per 5 o 6 metri, un brutto colpo - precisa lui - mia moglie sta peggio di me. Mio figlio che ha 17 anni è stato portato a Bentivoglio (Bo), stiamo cercando di avere notizie sulle sue condizioni». (gi.ca.)
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