Falsa addetta delle Poste deruba donna di 88 anni
Porto Garibaldi, l’anziana è rimasta colpita dall’eleganza della giovane Tra contanti e gioielli d’oro il bottino dovrebbe ammontare ad oltre tremila euro
PORTO GARIBALDI. Non riesce ancora a capacitarsi l’anziana di Porto Garibaldi che martedì pomeriggio ha aperto la porta di casa ad una falsa impiegata delle Poste la quale, dopo essersi procacciata la sua fiducia, è riuscita a sottrarle in men che non si dica circa 2mila euro custoditi in una cassaforte a muro, insieme ad alcuni monili in oro. La truffa si è consumata in una manciata di minuti all’interno di un’abitazione che si trova in via Eremo, zona centralissima di Porto Garibaldi, vicina alla scuola primaria e alla chiesa. «Sono sempre previdente e non apro mai la porta agli sconosciuti – ha raccontato ancora incredula l’88enne -, ma si è presentata davanti al cancello una ragazza così cordiale, elegante per farmi firmare un documento delle Poste e le ho creduto. Mi ha riferito che doveva entrare per controllare un codice impresso sul certificato della pensione – ha aggiunto la donna, vedova da qualche anno -, per farmi compilare un modulo riguardante gli arretrati dal 2008 e quando ho aperto la cassaforte è riuscita a raggirarmi con un’altra scusa».
La ragazza, dall’accento romagnolo, secondo il racconto dell’anziana, avrebbe cercato di entrare in confidenza con la vittima della truffa con una domanda: “Ci conosciamo signora, si ricorda? Lavoro da 5 anni – avrebbe esordito la giovane davanti alla cassaforte – all’ufficio postale di Porto Garibaldi -. Se ha dell’oro bisogna assicurarlo – ha aggiunto dopo che l’anziana ha aperto la cassaforte a muro” . A quel punto la finta impiegata delle Poste ha estratto un sacchetto, infilandovi all’interno il denaro contante (circa 2mila euro), oltre alle scatoline contenenti tutti preziosi che accompagnavano l’anziana da una vita, compreso un orologio da taschino, appartenuto al papà e le fedi in oro delle nozze d’oro, oltre a collanine ed orecchini sempre in oro. «Poi è scappata come un fulmine – ha concluso la donna -. Ho due protesi nelle gambe e non potevo correrle dietro». L’anziana, che ha due figli, ha già sporto denuncia nella locale stazione dei carabinieri. Dopo la truffa consumata ai danni di un’anziana sola, resta sempre valido l’invito a non aprire la porta a sconosciuti, men che meno a presunti impiegati postali o a tecnici dell’Enel o a sedicenti funzionari.
Katia Romagnoli
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