Controlli sulle riprese delle telecamere
I filmati acquisiti dai carabinieri. Intanto il paese è solidale con il barista. Appello al Comune per una maggiore vigilanza
GAVELLO. Mentre continuano le indagini dei carabinieri, c'è incredulità, a Gavello, dove nella notte tra martedì e mercoledì e si è verificato l'ennesimo episodio violento registrato ultimamente provincia.
Hristea Popa, il gestore di un bar del paese, si è accorto che qualcosa non andava ed è sceso nel locale, dove si è trovato quattro banditi (intenti ad assaltare le macchinette dei videopoker) che lo hanno preso a sprangate. I carabinieri hanno acquisito le immagini registrate dalle telecamere installate al’interno del bar, per raccogliere elementi che possano contribuire e identificare i malviventi.
Se i furti con scasso alle macchinette da gioco sono un fenomeno tristemente diffuso, fa sensazione che un cittadino conosciuto e stimato in paese sia stato così duramente colpito. Mercoledì sono arrivate anche le parole di sostegno da parte del sindaco Fabio Bergamini e la dura condanna del presidente del consiglio comunale, Alan Fabbri, ma a parlare - il giorno dopo - sono soprattutto i cittadini. Nelle strade, nei negozi.
Tisbe Ferrari, ex presidente della disciolta consulta frazionale, è persona che conosce bene l'umore di Gavello. «In paese ci sono paura e sgomento - dice Tisbe Ferrari - e voglia di organizzarsi in forme di ronda. Personalmente, sono molto dispiaciuta per questa persona: un ragazzo che si dà molto da fare per il suo lavoro e la sua famiglia».
I ladri avevano già tentato di entrare nel bar, in passato, per questo l'uomo aveva installato allarme e videocamere di sicurezza. Sull'ipotesi delle ronde, è «un’idea che mi spaventa molto - ammette Ferrari - perché mi riporta ad un'idea di far west. Se posso permettermi un commento, credo che il Comune, anziché appoggiare queste iniziative, potrebbe utilizzare meglio i soldi pubblici; senza assumere un addetto stampa a tempo pieno, ma inserendo uno o due vigili a presidio del territorio. Credo, infine, che la sicurezza debba rimanere materia delle forze dell'ordine, che andrebbero incentivate e finanziate, aumentando la loro dotazione d'organico».
Mirco Peccenini
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