«Per Carife c’era già la soluzione del Fitd»
Fabbri e Borghi (Lega Nord): «Questo “salvataggio” del governo mina la fiducia nel sistema bancario»
Lega Nord chiama a raccolta i risparmiatori colpiti loro malgrado dal "salvataggio" della Cassa di Risparmio di Ferrara e lo fa , attraverso il segretario provinciale Alan Fabbri e Claudio Borghi, consigliere economico del segretario nazionale Matteo Salvini , tracciando un programma di iniziative per tutto il territorio.
«Carife era già stata inserita in un percorso di risanamento e aveva già deliberato l’intervento del Fondo Interbancario, con relativo aumento di capitale - spiega Alan Fabbri - per colpa dell’approssimazione di questo governo e forse per progetti che a noi come ai semplici cittadini non è dato conoscere, ci troviamo nella situazione per la quale i risparmiatori dell’unica banca che aveva previsto una soluzione saranno quelli che pagheranno più di tutti. L’azzeramento del patrimonio della Fondazione è, poi, un attacco al sistema sociale,alla cultura e agli investimenti territoriali che la stessa Fondazione promuove e le azioni dell'attuale presidente hanno tutto il nostro sostegno». Il danno può essere incalcolabile - ha sottolineato Borghi durante l’incontro di ieri pomeriggio nella Sala della Musica - se, a causa di queste operazioni verrà meno la fiducia nei confronti delle proprie banche e la causa dovrà essere ricercata non solo in chi , nel passato ha creato le condizioni dei fallimenti ma anche in chi sta cercando di risolvere i problemi con operazioni scellerate e magari con decreti incostituzionali. Il Salva-Banche sta desertificando l’economia di tutto il territorio ferrarese: auspico pertanto che la risposta di tutte le istituzioni sia ferma, decisa anche nei confronti del governo perché era possibile "fare diversamente" come è stato fatto per Mps o come è stato fatto nel resto d'Europa».
«Non vogliamo che quello che è successo a Ferrara passi sotto silenzio - insiste Fabbri - nonostante l'impegno dei rappresentati del Partito democratico locale che successivamente alla emanazione del decreto 183 avevano usato termini entusiastici».
Lauro Casoni
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