Comune di Ferrara pronto a costituirsi parte civile
Il sindaco: valuteremo il danno di immagine, attendiamo gli sviluppi penali Lavoro a rischio per i dipendenti Carife se i servizi saranno affidati a terzi
Quali saranno le azioni che l’amministrazione comunale intende fare per tutelare i risparmiatori Carife danneggiati e far sentire loro la propria vicinanza? È dal “question time” proposto giovedì in Consiglio da Giampaolo Zardi (Fi) che il sindaco Tagliani è intervenuto su questo e altri aspetti della vicenda Carife.
Il Comune, ha premesso, non potrà istruire nessuna causa in via diretta, perché non ha subìto alcun danno diretto dal salva-banche. Potrà invece ricorrere a «una tutela rappresentativa di un danno all’immagine della città o di una lesione del diritto collettivo, per le quali in diversi casi gli enti locali hanno vista riconosciuta la legittimazione ad agire in giudizio accanto alle persone che hanno patito il danno, ovvero i risparmiatori ferraresi».
Il Comune dunque potrà costituirsi parte civile in un eventuale giudizio penale, ed è perciò in attesa di «vedere radicati i procedimenti penali che sono stati preannunciati. Se verranno fatte, come auspico, delle azioni collettive, il Comune di Ferrara potrà pensare a un affiancamento, posto che il Tribunale accolga la richiesta di costituzione di parte civile del Comune sul profilo del danno alla collettività e del danno d’immagine».
Una prospettiva che il primo cittadino non esclude affatto, al punto che «ho già chiesto agli uffici di valutarla». Per i risparmiatori, in ogni caso, è un discorso ancora prematuro. Non solo perché non si conoscono ancora gli sviluppi dell’inchiesta penale, ma anche perché bisognerà vedere quali saranno i soggetti coinvolte nel giudizio. «Questi non possono essere Bankitalia, il Fitd, il Ministero o l’Unione Europea: il giudizio sarà nei confronti di qualche funzionario o dirigente. Dunque la costituzione di parte civile sarà valutata anche in base ai capi di imputazione contestati. In caso di truffa o circonvenzione di incapace, il Comune non potrà intervenire in quel processo; potrà farlo invece in quei giudizi - più facilmente a tutela degli azionisti che degli obbligazionisti - relativi a una scorretta applicazione delle norme di legge al limite della violazione penale e per le quali ci siano figure rappresentative di enti collettivi (come banche, ministeri ecc), per cui la responsabilità del singolo funzionario si estende anche all’ente».
Ma se la costituzione di parte civile da parte dell’amministrazione riguarda un futuro tutt’altro che vicino, il Comune sta valutando altri aspetti del caso-Carife, che vanno dal patrimonio della Fondazione, soprattutto quello artistico-culturale, al patrimonio che resta in capo alla banca, fino alla gestione dei crediti ceduti. Questi ultimi, ha detto Tagliani, «se gestiti correttamente possono rappresentare un’occasione di lavoro per i dipendenti. Se al contrario saranno totalmente esternalizzati diventeranno un problema molto concreto per quella parte del personale che oggi sta gestendo i crediti incagliati dalla Bad Bank, crediti attualmente movimentati da personale in capo alla Nuova Banca». In altre parole, in caso di affidamento esterno dei servizi di riscossione e recupero dei crediti “incagliati”, «si determinerà anche un problema occupazionale non da poco».
Un’altra questione riguarda le plusvalenze: «Se si realizzeranno - si chiede il sindaco - a quale fine andranno? Ovvero, a beneficio di chi tornerà l’eventuale realizzazione di plusvalenze?» Interrogativi che nascono dal fatto che «la tutela, la copertura dei crediti incagliati in Carife al momento dell’assemblea dei soci del 30 luglio, o comunque nell’ultimo bilancio, superava il 60% e risultava tra le più alte d’Italia con un grado di copertura maggiore rispetto alle altre banche. È quindi ipotizzabile, fin da ora, che il recupero dei crediti incagliati sia anche più alto di quello stimato». Ma come verranno usati? Per risarcire almeno parte dei risparmiatori danneggiati, o per restituire agli altri istituti di credito il prestito concesso per il salvataggio delle quattro banche?
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