Zauli pronostica «Studenti oggi scienziati domani»
Il rettore ha aperto il suo primo anno accademico Ricerca e didattica per restare un ateneo attrattivo
Studenti oggi, forse ricercatori e poi scienziati di valore domani. O comunque professionisti con un corredo di conoscenze in grado di garantire concrete «opportunità di carriera».
Giorgio Zauli ieri ha inaugurato il 625° anno accademico dell’Università nella sede di Architettura, il restaurato Palazzo Tassoni, e ha confermato i tre pilastri su cui intende fondare la crescita di Unife nei prossimi sei anni, durata del suo mandato da rettore: «Rafforzare per Ferrara lo status di Università di ricerca e formazione; motivare tutti coloro che vivono nella nostra università, esaltandone le competenze al di là dello specifico inquadramento professionale; semplificare le procedure amministrative per liberare tempo di qualità». Ieri, nelle 13 pagine di relazione con cui ha presentato il suo programma in uno dei primi incontri ufficiali a cui ha partecipato da quando si è insediato, l’1 novembre scorso, Zauli ha iniziato a fornire all’ateneo e alla città un primo assaggio del piano che dovrà aiutare Unife, università medio-piccola, a sostenere la concorrenza in un mondo costretto a fare i conti con la crisi economica più lunga e pesante dal dopoguerra e con la scarsità di risorse, problema epocale che oggi tocca ogni aspetto della vita sociale ed economica. La valorizzazione degli studenti, «la nostra principale ragion d’essere», così li ha definiti il rettore, è il primo punto su cui si è soffermato. Quattro di loro sono stati nominati nella commissione Unitown, progetto che intende far dialogare università e città.
La rivendicazione di aver già iniziato questo lavoro sta nelle ultime parole del paragrafo: «Il nostro ateneo ha saputo mantenere le proprie caratteristiche di attrattività registrando negli ultimi anni un aumento di immatricolati». Saranno potenziati i servizi di orientamento e «l’accompagnamento degli studenti nei loro percorsi di studio». Attenzione anche alla fase post-laurea: sono state «allocate risorse per coprire tutte le borse necessarie al fine di mettere in sicurezza i nostri dodici corsi di dottorato di ricerca». Nel 2016 l’ateneo estense sarà sottoposto ad un “esame” di valutazione della qualità della ricerca per il periodo 2011-2014. Anche in questa prospettiva il Consiglio della Ricerca avrà il compito di aiutare l’ateneo ad intercettare «fondi europei, nazionali e regionali». L’interfaccia fra Unife e «realtà produttive di riferimento» potrà giovarsi dell’ingresso dell’università estense fra i soci del Consorzio Ferrara Ricerche. Poi c’è Medicina, che nelle ultime elezioni ha espresso il nuovo elettore. Zauli intende creare un raccordo di indirizzo tra i consigli dei tre dipartimenti di area medica, che formano la Scuola di medicina. Un gruppo di lavoro costituito dal prof. Adolfo Sebastiani e dal presidente della Scuola di Medicina, Leonardo Trombelli, supportati da Massimo Bonora, dovrà portare le istanze “ferraresi ” nel processo di rivisitazione del protocollo d’intesa fra Regione e Università. La «valorizzazione delle risorse umane» è stata avviata con 15 passaggi a professore associato, 9 concorsi aperti alla concorrenza e 4 prer ricercatori. Un’attenzione «prioritaria» sarà dedicata ai ricercatori a tempo indeterminato e ai ricercatori e assegnisti precari. La macchina burocratica sarà svecchiata e snellita. Ma anche l’edilizia post-terremoto ha un peso importante nei piani del neo-rettore.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
