Sorpreso a vendere salumi non regolari
San Giuseppe, venditore ambulante nei guai. I carabinieri sequestrano oltre 400 confezioni di prodotti alimentari
SAN GIUSEPPE. Oltre quattrocento confezioni di salumi ed affettati sono state sequestrate dai carabinieri del Nas (Nuclei antisofisticazioni e sanità dell’Arma) di Bologna a San Giuseppe di Comacchio. Un’operazione portata a termine lo scorso 18 dicembre dopo indagini mirate partite molto probabilmente da una segnalazione.
I militari si sono presentati davanti all’attività (si tratta di un commerciante ambulante che lavora spesso in zona e residente sul territorio) ed hanno chiesto di mostrare la merce. È bastata dare una prima occhiata veloce per capire che le confezioni, tante, non erano in regola. L’ambulante vende salumi, affettati ed altri generi alimentari e l’attenzione dei carabinieri si è focalizzata proprio sui primi. I militari, confezioni alla mano, hanno verificato che l’uomo ha messo in vendita prodotti con indicazioni false o comunque non veritiere relative alle voci “bollo CE” “lotto” e “ditta produttrice”. Il sequestro è scattato immediatamente e sono state portate via oltre 400 confezioni di salumi e affettati per un valore di almeno 4mila euro. L’ambulante è stato denunciato per frode nell’esercizio del commercio.
La legge in questi casi, trattandosi di generi alimentari, è particolarmente severa.
Il bollo sanitario, o “bollo CE”, deve essere apposto in un punto chiaramente visibile sulle confezioni, sulle etichette o sugli imballaggi dei prodotti a base di carne e sui documenti di accompagnamento commerciale, scritto in modo leggibile ed indelebile. La presenza del bollo attesta che il prodotto è idoneo, per caratteristiche e requisiti produttivi, alla libera circolazione nell’ambito dell’Unione Europea, e che lo stabilimento di produzione è posto sotto costante controllo veterinario. Ecco quindi che i controlli in questo senso sono non solo rigidissimi ma anche costanti, soprattutto in periodi come questo, dove gli alimenti vengono particolarmente richiesti. Non solo, dalla scorsa primavera proprio in questo senso il governo ha messo in atto un importante giro di vite con un significativo inasprimento delle pene per chi non solo contraffà prodotti agroalimentari, ma anche per chi imita, usurpa, evoca o comunque altera indicazioni geografiche o denominazioni di origine di prodotti agroalimentari.
Le forze dell’ordine raccomandano la massima attenzione tanto per i consumatori quanto per i commercianti.
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