Porta Santa con barriera
Un’anziana lettrice: troppi scalini per entrare in duomo e ottenere l’indulgenza
Cinque scalini per scendere dal sagrato e calcare lo spiazzo davanti al duomo, tre scalini da salire per raggiungere la soglia della Porta Santa, due scalini in discesa per accedere nell’atrio d’ingresso, sette scalini in salita per l’accesso in cattedrale. Fare le scale fa bene e ora grazie al Giubileo si può fare della salutare ginnastica anche per l’anima. Ma anche questo beneficio è negato alle persone costrette in carrozzella o con serie difficoltà a camminare. La questione la solleva una nostra lettrice, che desidererebbe tanto poter varcare autonomamente la Porta Santa e onorare così il Giubileo della Misericordia indetto da Papa Francesco, ma ne è impedita dai problemi sopraggiunti con l’età: per lei quel saliscendi di 17 scalini costituisce una barriera pressoché invalicabile, che diventa insormontabile per coloro che hanno maggiori gradi di disabilità. La signora si fa quindi portavoce anche del disagio di altre persone che come lei vorrebbero ma non possono partecipare in modo pieno alle liturgie giubilari e ai benefici che da esse derivano, tra cui l’indulgenza dei peccati che scatta per chi varca la Porta Santa. Non automaticamente però: il Vademecum del Pellegrino rammenta che «per ottenere l’indulgenza, è necessario essere in stato di grazia. Poi serve che il fedele abbia la disposizione interiore del completo distacco dal peccato; che si accosti al sacramento della Riconciliazione, che riceva l’Eucaristia». Ma se manca il prerequisito come può - chi ha problemi di deambulazione - compiere questo cristiano cammino? La signora se lo domanda e si chiede se non convenisse elevare a Porta Santa l’ingresso senza barriere architettoniche realizzato in piazzetta Giovanni Paolo II, sul fianco destro del duomo dietro l’abside O magari farne due di Porte Sante. (m.p.)
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