Fondazione Carife incontra gli avvocati per le cause contro "il salva banche"
Il primo scoglio legale secondo il presidente Maiarelli: dobbiamo capire a chi far causa. Decisione entro l’anno
FERRARA. «Cosa manca per avviare le azioni legali? Beh, anzitutto i soggetti ai quali indirizzarle». Riccardo Maiarelli, presidente della Fondazione Carife, è ancora alle prese con lo scoglio preliminare sulla navigazione verso la rivalsa in sede giudiziaria nei confronti di chi ha provocato il quasi totale azzeramento del patrimonio di Palazzo Crema
Nel primo incontro tra i vertici della Fondazione e i legali ai quali presumibilmente verrà affidato il dossier, infatti, sono emerse incertezze sul destinatario delle azioni: i protagonisti italiani del decreto salva-banche, cioè Bankitalia e il governo, oppure l’Unione Europea, che si è opposta al piano alternativo del Fondo interbancario?
Uno dei problemi in quest’ultimo caso sarebbe la caccia agli atti formali della Commissione Ue, che, come noto, non ha avviato procedure come nel caso Tercas ma si è limitata ad una moral suasion sullo stile delle banche centrali. Il nodo non resterà aggrovigliato a lungo, in ogni modo, «intendiamo decidere il percorso entro la fine dell’anno e poi agire di conseguenza» ha sottolineato Maiarelli.
È quindi in cantiere un secondo incontro tra Natale e San Silvestro per mettere a punto la strategia, contando magari sull’appoggio concredo di qualche grosso azionista.
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