Qualità della vita minata da furti e credito
Il ‘Sole 24 Ore’ retrocede la provincia di Ferrara di venti posizioni. Pesano banche e reati denunciati. Bene asili e immigrati
Le “classificone” come quella del Sole 24 Ore sulla qualità della vita sono da sempre al centro di valutazioni molto contrastanti per questioni di metodo (continuità e omogeneità territoriale dei dati) e sostanza («mescolano pere e mele»), ma una considerazione per quanto riguarda Ferrara s’impone. Se una quindicina di anni fa era motivo di discussione il fatto che il territorio provinciale restasse ai margini della “prima Italia”, cioè le top-30, oggi si assiste allo sprofondamento nella seconda metà della classifica. Il severo 63º posto nel quale viene relegata dalla graduatoria sulla qualità della vita nel 2015, infatti, apre una voragine di 26 posti con la penultima provincia emiliana, l’altra cenerentola Piacenza, e sta appena al di sopra delle migliori realtà del centro sud. Ancora, i 20 posti in meno rispetto alla graduatoria 2014 sono la settima peggiore “prestazione” in assoluto. Cosa ha determinato una caduta così accentuata? Se si vanno a valutare le graduatorie parziali, bisogna prendere atto che il 76º posto nell’Ordine pubblico è davvero penalizzante, ma comunque migliore dei piazzamenti di Parma, Reggio, Piacenza, Ravenna, Rimini e Bologna, addirittura ultima (conta evidentemente il numero di reati denunciati, più che quelli commessi), che pure sono sideralmente lontani nella generale. E allora bisogna prendere atto che Ferrara affoga nella mediocrità un po’ in tutte le classifiche parziali, non piazzandosi mai tra le prime dieci d’Italia, e mostra miglioramenti solo in Affari e lavoro, paradossalmente, e nella macro-aggregazione Servizi, ambiente e salute. Verosimilmente, da noi l’impatto della crisi si rivela molto più pesante della media, e i suoi strascichi sono tutt’altro che esauriti.
Economia. Può essere ben rappresentata dal mix delle prime due classifiche parziali, Tenore di vita (siamo 49esimi) e Affari-lavoro (58esimo posto). La crisi Carife si vede nel 78esimo posto nel rapporto sofferenze/impieghi, che spiega anche l’80esimo in quello impieghi/depositi: davvero riscontri significativi. Clamoroso, invece, è il 25esimo posto nella classifica degli imprenditori 18-29 anni ogni 1.000 giovani, sui quali comincia a misurarsi l’incidenza dell’immigrazione. Nel valore aggiunto, invece, spacchiamo esattamente in due l’Italia, con 21.837 euro pro-capite (la media italiana è 21.605 euro). Il patrimonio medio delle famiglie è a quota 432.524 euro, valore che ci colloca ad un buon 24esimo posto a livello nazionale davanti a mezza Emilia.
Popolazione. Il tradizionale tallone d’achille di Ferrara, cioè il calo demografico e l’invecchiamento, fa registrare ancora il record negativo del rapporto over 64/under 15, con il quart’ultimo posto assoluto, ma anche il 17esimo del saldo migratorio per mille residenti, +3,50. Ci sono 63 separazioni ogni 10mila coppie coniugate.
Servizi e tempo libero. Le due classifiche più variegate che ci sono, regalano la collocazione migliore spiccata da Ferrara a questo giro (12esima posizione per l’indice di presa in carico negli asili nido, comunque inferiore agli anni scorsi), e anche il secondo miglior piazzamento (il rapporto tra cause nuove e pendenti in tribunale, 14esimo posto), assieme a sprofondi inattesi. Fa impressione vedere la nostra provincia in coda (84esimo posto) per numero di librerie e anche per cinema ogni mille abitanti (addirittura 90esimi), frutto di un’evoluzione strutturale pure evidente anche nel capoluogo. Abbastanza bene, invece, bar e ristoranti, un indicatore indiretto di attenzione al turismo.
Ordine pubblico. Sono le note più dolenti, soprattutto a paragone di una provincia come Rovigo (33esima). Già si sapeva dell’enorme aumento, nel 2014, dei furti in apparamento (ma che dire di Ravenna, addirittura ultima in questa classifica parziale?), e dell’evoluzione negativa di scippi e borseggi. Va tuttavia impressione il confronto omogeneo tra i dati totali pro capite del 2011 e del 2014: l’aumento delle denunce è stato del 6%, e vale il 93esimo posto in Italia.
Stefano Ciervo
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