Compito in classe: mi parli dell’estetica del pantalone lacero
Ferrara, dopo la lettera-invito ai genitori il dirigente si racconta. Lui da ragazzo seguiva le tendenze, ma con moderazione
FERRARA. Intervista senza tagli al professor Donato Selleri, preside del liceo scientifico “Roiti” di Ferrara che ha mosso guerra ai jeans sbrindellati.
Professore, la disturbo a scuola. Mi concede tre minuti?
«Sì, guardi, è una giornata di fuoco. Ci sono tutte le chiusure dell'anno».
Ci sono stati momenti di fuoco anche per i jeans sbrindellati?
«Eh, sì, tanto dibattito. Ma non qui al liceo. La maggior parte degli studenti è abbastanza tranquilla. Condivide. Conosce la mia opinione in materia».
Li sgrida quando li vede indossare gli sbrindellati?
«Non sono severo. Glielo faccio notare, in maniera molto amichevole».
E il preside che cosa risponde quando gli vien detto che invece pensi alla sicurezza e alla salubrità del liceo?
«Io credo che il preside debba pensare un po' a tutto. Selleri non pensa solo ai jeans o ha paturnie che gli vengono in mente di notte. Ci sono situazioni che purtroppo non dipendono dal preside. Ad esempio l'edilizia scolastica è di competenza degli enti locali. C'è un piano d'interventi, e non è che domattina si risolve tutto di colpo. Quella dei jeans mi sembrava essere una cosa da affrontare, discutere, rielaborare con un minimo di disponibilità a risolvere la cosa».
Dunque è un problema.
«La scuola italiana ha mille problemi, per carità. E tutti ne siamo consapevoli».
Professor Selleri, quanti anni ha?
«Sessantuno».
Da quale liceo proviene?
«Non da un liceo. Ho frequentato l'istituto magistrale, il "Carducci"».
Senta, il suo evo delle scuole medie superiori coincide con le minigonne, i capelloni e i jeans a zampa. Come la mettiamo? Com’era Selleri in quel tempo?
«Selleri in quel tempo era un ragazzo che cercava di seguire le tendenze senza esserne condizionato, anche perché Selleri padre era una persona particolarmente severa e attenta. E in ogni modo il capello oltre una certa lunghezza non era consentito. Sì, era di moda il pantalone a zampa di elefante, ma la zampa doveva essere di dimensioni ragionevoli».
C'è qualcosa d'antico che ha influenzato la sua lettera ai genitori?
«Probabilmente soffro di una frustrazione giovanile che mi crea psicosi, o cose di questo genere… Ma non è questo il problema. Selleri è anche padre, eh!».
C he vuole dire?
«Padre di due figlie, che hanno attraversato l'adolescenza, con le quali si è spesso scontrato e confrontato per evitare che ci fossero degli eccessi. Poi è chiaro che le mie figlie hanno seguito le tendenze, come tutti gli adolescenti».
I risultati?
«Ad esempio mi sono opposto ferocemente alla moda del piercing, che allora era imperante, e oggi le mie figlie mi dicono “papà ti ringrazio perché mi hai detto di no”».
Che cos'è per il professor Selleri la libertà a scuola?
«La possibilità di poter manifestare le proprie opinioni, le proprie idee, di poter vivere in un ambiente in grado di far crescere la coscienza individuale, oltre la competenza che è dovuta. Se uno studente dunque mi dice “io porto i pantaloni laceri perché così manifesto il mio essere”, e mi spiega il perché, e mi convince, è persuasivo, io lo ascolto volentieri».
Gli farebbe scrivere la motivazione. Gli darebbe il compito in classe sulla filosofia del jeans sbrindellato…
«Scherzando ho detto a una ragazza: "fammi trenta pagine nelle quali mi spieghi l'estetica del pantalone lacero". Lei mi ha risposto: "Ma preside, è di moda!". Allora ho replicato: "Allora mi fai altre trenta pagine sulla differenza fra modernità e modernismo, due concetti completamente diversi».
Andiamo sul difficile.
«Questo è il mio atteggiamento. Io non sono assolutamente rigido. Cerco la consapevolezza delle scelte. Le scelte si fanno perché si è convinti, non perché si è trascinati dentro un fenomeno. A 15 anni non ci si pone il problema, a 17 e 18 sì».
Chi è il preside più elegante del Ferrarese?
«Io amo Roberta Monti da una vita. È una cara amica, una stimata collega. Roberta è irripetibile. L'eleganza non c'entra, lei ha una propria fisionomia estetica completamente sui generis. Il preside più elegante? Non saprei...».
Perché non sa?
«Perché prevale un look sportivo. Ad esempio ora indosso un maglione. Ogni tanto ho giacca e cravatta. Ma sa che cosa c'è? Che oggi le scuole sono fredde. Meglio il maglione o una camicia grossa».
Forza: il più elegante?
«Forse oggi è il preside Roberto Giovannetti dell'Istituto tecnico industriale "Copernico". È quello con il migliore aplomb».
Le auguro buone vacanze.
«Mi sa che questa intervista sarà l'ultimo chiodo sulla mia bara».
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