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Il Pampapato estense premiato in Europa dopo un iter di 18 anni

Il Pampapato estense premiato in Europa dopo un iter di 18 anni

L’azienda Orsatti Group spiega come è arrivata al marchio Igp I vantaggi del riconoscimento anche sul piano della comunicazione

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L'8 dicembre 2015 è una data che la Ditta Orsatti incornicerà sicuramente mettendola accanto ad altri significativi momenti della sua presenza e dell' attività che svolge sul territorio, a testimonianza di un percorso lungo che si è concluso felicemente: il raggiungimento del tanto agognato IGP. «Tutto è iniziato 18 anni fa - racconta Alessandro Orsatti l'erede di questa dinastia che ha caratterizzato il settore della panificazione a Ferrara fin dal 1960 e che oggi la condivide con Davide Trombini, rappresentante di un'altra storica famiglia di fornai - Era infatti il 1997 quando attraverso la Camera di Commercio di Ferrara si creò un Comitato allora composto da 11 produttori - oggi sono rimasti in dieci - per chiedere il prestigioso riconoscimento. Finalmente l'obiettivo è stato raggiunto e dal 28 di dicembre di quest'anno tutta la produzione passerà attraverso un Consorzio che sarà il prossimo definitivo passo di questo lungo percorso».

«Ma il Consorzio - spiega - a supporto della nostra attività, rappresenterà un'ulteriore forza per ottenere ad esempio risorse ed incentivi per migliorare la produzione e sarà quindi anche uno stimolo per migliorarci sempre più ed offrire il meglio».

L'IGP si riferisce alla denominazione “Pampapato Orsatti di Ferrara - Pampepato Orsatti di Ferrara” e sul piano economico e dell'immagine l'IGP è importante per diversi motivi , primo fra tutto quello che consentirà alla nostra città di entrare in Europa attraverso i grandi ed importanti canali di comunicazione dei prodotti d'eccellenza, quindi nell'élite dell'offerta.

«Anche se non si riesce a collocare geograficamente dove si trova San Daniele - prosegue Alessandro Orsatti - tutti appena sentono questo nome lo associano al prosciutto, così come l'aceto balsamico rappresenta Modena, l'aglio Voghenza ed oggi il nostro Pampapato vorrà dire Ferrara. In Emilia Romagna ci sono ben 42 prodotti con la denominazione su 1300 dell'intera Europa; un' ottima posizione dunque quella italiana e nello specifico, quella emiliana dove Ferrara ne conta già un buon numero a cui ora si aggiunge quello ottenuto da Orsatti Group».

«Contrariamente a come procedono gli altri richiedenti il marchio - aggiunge Alessandro Orsatti - che mettono diversi paletti al riconoscimento dell'IGP, noi siamo stati piuttosto elastici. Il nostro disciplinare relativo alla realizzazione del prodotto, è infatti piuttosto aperto; lo scopo è principalmente di farlo sentire legato al territorio, per cui se qualcuno vuole aggiungere l'uvetta, o i canditi, o un qualsiasi altro ingrediente, purchè non esuli dalla base della ricetta che risale all'epoca degli Estensi, è libero di farlo. Oggi è difficile trovare qualche massaia che si cimenta nella cottura del pampapato ma ci siamo noi che abbiamo tantissimi punti vendita da accontentare anche i turistiche , che ci auguriamo, quando verranno a Ferrara cercheranno oltre al Castello Estense ed agli altri monumenti, anche il dolce tipico».

La Ditta Orsatti infatti ne produce circa 30 mila chilogrammi all'anno e li distribuisce soprattutto nel Nord d'Italia.

«Stiamo arrivando anche nelle zone del Sud - annuncia Davide Trombini - anche se ora l'obiettivo è l'Europa. Abbiamo messo la basi per divulgarlo anche in America dove gli americani hanno però una certa difficoltà a pronunciarne il nome; siamo stati in Giappone che lo ha accolto bene ma desidera una scatola particolare che studieremo, lo abbiamo già portato in Vaticano al papa che ha preceduto papa Francesco e in occasione del Giubileo lo regaleremo anche a lui. Passo dopo passo Orsatti sarà conosciuto in tutto il mondo specie dopo questo IGP».

Margherita Goberti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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