Il Reno riesce a unire Mirabello e Sant’Agostino
I consigli, in seduta congiunta, aprono il processo di fusione in un solo municipio Ora tocca alla Regione. Il fiume è nei tre nomi proposti per il nuovo comune
MIRABELLO. È stata una serata importante quella che si è vissuta lunedì nella sede consiliare del Comune di Mirabello. Con tanto di brindisi finale da parte dei consigli comunali di Sant'Agostino e Mirabello congiuntamente convocati per la storica approvazione dell'istanza di iniziativa legislativa finalizzata all'istituzione di un nuovo Comune, che sancirà la fusione dei due municipi.
Una serata che ha visto il coronamento di un progetto elaborato dal maggio 2013 dalle amministrazioni guidate dai sindaci Fabrizio Toselli e Angela Poltronieri.
Durante il dibattimento che è durante oltre due ore sono stati molteplici gli interventi di ambedue le amministrazioni coinvolte, a partire dai due primi cittadini e dal vicesindaco santagostinese Simone Tassinari, che hanno incentrato il loro ragionamento sulle molteplici opportunità e i numerosi sostegni economici che verranno conferiti alle due amministrazioni protagoniste della fusione.
Non sono mancate le critiche da parte delle rispettive minoranze, che ha visto una netta e rimarcata opposizione da parte di Lorenzo Baruffaldi (Massa Comune) mentre Alessandro Bini in rappresentanza della lista mirabellese "Uno di noi", si è rammaricato dal fatto di non essere stato messo in condizione di avere appurato tutte le verità, manchevolezze o incomprensioni che hanno portato Vigarano Mainarda a rimanere fuori da questo importante progetto che avrebbe creato le basi per la costituzione con oltre 17mila abitanti, del quinto comune della provincia, dopo Ferrara, Cento, Copparo ed Argenta.
Tra i venti nomi proposti del nuovo Comune che nascerà sono stati scelti, a scrutinio segreto, tre nominativi: Comune del Reno e Terre del Reno (13 preferenze) e Comune di Reno Antico (7 preferenze) che andranno allegati alla documentazione che verrà consegnata in Regione per l'avvio procedurale.
Al termine della seduta con una stragrande maggioranza veniva licenziato il provvedimento.
Dai prossimi giorni in entrambi i Comuni prenderà il via il processo partecipativo e di coinvolgimento delle due comunità che, durante il prossimo anno, saranno chiamate ad esprimersi sulla fusione tramite un referendum, anche se non vincolante, che comunque sarà utile per poter capire i vari intendimenti dei territori interessati a questo importante e significativo avvenimento.
Auro Scacchetti
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