«Inserire la fibromialgia nei Lea»
La richiesta nell’interrogazione della deputata Paola Boldrini
La deputata ferrarese Paola Boldrini, già componente delle Commissioni Difesa e Affari Sociali, da pochi giorni è stata anche nominata Segretario della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli effetti dell’uranio impoverito, divenuta operativa dal 17 dicembre scorso. «La nuova Commissione è il punto di arrivo di un lavoro iniziato nella Commissione Difesa e proseguito nelle altre Commissioni coinvolte - scrive Paola Boldrini, che è entrata alla Camera circa un anno fa - Non è la prima volta che il parlamento interviene per fare chiarezza sugli effetti che possono essere stati provocati dall’esposizione alle radiazioni emesse dalle particelle di uranio impoverito. In estrema sintesi si tratta di verificare le garanzie di salubrità nelle varie attività che i militari sono chiamati a svolgere. Questa volta la Camera ha deciso per una Commissione d’inchiesta, cioè uno strumento parlamentare con poteri pari a quelli della magistratura» per affrontare «dubbi» e «reticenze». Diversi episodi di questa natura si sono verificati anche nella nostra regione», conclude Boldrini. La deputata ha inoltre presentato una interrogazione sull’inserimento della fibromialgia nei Livelli essenziali di assistenza che riprende alcuni passaggi dell’interrogazione già presentata in Regione dal consigliere ferrarese Paolo Calvano. Paolo Boldrini ricorda che si tratta di una malattia «debilitante e invalidante, caratterizzata da dolore muscolare cronico diffuso ed astenia, associato a rigidità che rendono difficoltosi movimenti ordinari, e ad una vasta gamma di disturbi funzionali e che il tutto compromette e riduce la qualità di vita di chi ne è effetto». Una sindrome che colpisce «approssimativamente 1,5-2 milioni di italiani, circa il 2-4 per cento con punte segnalate fino al 10 per cento della popolazione e prevalentemente le persone di sesso femminile in età adulta». Il nostro Sistema Sanitario Nazionale, conclude la deputata, non prevede alcuna forma di riconoscimento della fibromialgia: «In particolare il non riconoscimento di questa rara malattia, impone ai cittadini colpiti di sostenere quasi totalmente la spesa dei farmaci e di non poter avere un maggiore riconoscimento in sede di determinazione di invalidità civile».
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