La famiglia Bergamini chiede la riesumazione
Fabio Anselmo, legale dei parenti del calciatore scomparso, è ottimista «Col procuratore capo di Castrovillari abbiamo avuto un incontro di sostanza»
BOCCALEONE. Fabio Anselmo è a Roma. Lo raggiungiamo al telefono. «Posso dire che l’incontro avuto il 21 dicembre a Castrovillari col nuovo capo della Procura della Repubblica è stato un incontro di assoluta sostanza. Ora dobbiamo lavorare su più fronti». Parole, quelle del legale della famiglia di Denis Bergamini, che aprono possibili nuovi scenari nella tormentata vicenda successiva alla morte dell’allora 27enne calciatore del Cosenza, trovato cadavere il 18 novembre 1989. Una morte, quella di Denis, mai del tutto chiarita e sulla quale ora Eugenio Facciolla, il nuovo capo della Procura cosentina lancia una rinnovata luce circa la possibilità che il caso venga riaperto. È la sintesi di una giornata molto particolare vissuta innanzitutto dalla sorella di Denis, Donata, la quale assieme all’avvocato Anselmo ha incontrato a Castrovillari il nuovo capo della Procura. Le bocche sono comprensibilmente cucite, ma l’aria che tira potrebbe essere diversa rispetto a quella immersi nella quale venne decisa l’archiviazione del caso. Anselmo parla comunque di un incontro «proficuo». Al di là di sensazioni e parole non sempre dette, la nuova inchiesta (sarebbe la terza) dovrebbe essere il naturale epilogo di un cammino indicato da fatti non tenuti in considerazione (ecco quindi la novità necessaria per permettere alla Procura d’indagare ancora) dai vecchi inquirenti e dal gip che meno di un mese fa ha accolto la richiesta di archiviazione avanzata dal pm Anastasia e appoggiata dal vecchio capo procuratore Giacomantonio. Decisione arrivata dopo 10 mesi. Tra le scelte che potrebbero essere riviste dal nuovo procuratore c’è anche quella di non eseguire nuovi esami (come invece suggerito dalla famiglia Bergamini) sul corpo del giocatore in modo da capire se fosse già morto al momento di essere sormontato dal camion. Un passaggio decisivo: se così fosse, difatti, verrebbe destituita di fondamento la tesi del suicidio sostenuta dai due ex indagati, Raffaele Pisano (autista del mezzo pesante) e Isabella Internò (ex fidanzata del giocatore). I tempi saranno stretti? Si vedrà, sembra proprio di sì vedendo la caparbietà dell’avvocato Anselmo. Da capire se la riesumazione del corpo e i successivi esami (forse eseguiti dal professore Fineschi dell’università della Sapienza) saranno svolti dalla famiglia o direttamente dalla Procura. Quello che appare abbastanza chiaro (e le dichiarazioni inequivocabilmente dure di Facciolla lo dimostrano) è un fatto: il magistrato capo da poco insediatosi vuole fare chiarezza fino in fondo sulla morte di Denis.
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