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«Basta con le polemiche. Il preside ha solo ragione»

«Basta con le polemiche. Il preside ha solo ragione»

I ragazzi dello scientifico Roiti schierati con il dirigente Donato Selleri. «Travisati molti passaggi della lettera, che fastidio certi commenti sui social»

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È l'ultimo giorno di scuola prima delle vacanze natalizie e nella palestra del liceo “Roiti” c'è aria di festa. Un po’ di musica, scambi di auguri, appuntamenti per la notte di Capodanno. Si ride, si scherza, ci si diverte...uno strappo alla regola. Degli strappi poderosi ai jeans si parla solo su diretta sollecitazione del cronista. «Non volevamo trascorrere l'antivigilia di Natale a parlare di polemiche e polveroni – spiega Cecilia Chieregato, rappresentate di istituto -, preferivamo restare sereni e divertirci».

La ragazza, Sebastiano Carletti e Gregorio Barison, colleghi nel ruolo “istituzionale” che ricoprono all'interno della scuola, usano più volte il termine “polverone” a proposito del dibattito sulla moda dei jeans strappati indossati dagli studenti. «Inizialmente – prosegue la giovane – la lettera era stata rivolta alle famiglie degli studenti e poi si è creato un caso. Molti passaggi della lettera sono stati travisati e mi ha dato veramente fastidio leggere certi commenti sui social network a proposito del nostro dirigente scolastico; affermazioni davvero fuori luogo. Il fatto è che a scuola l’abbigliamento dovrebbe essere quantomeno decoroso, non ci si può vestire come quando si va a ballare». Ciò non vuol dire, sostengono anche i compagni, che si dovrebbe andare a lezione in divisa però, i pantaloni strappati oltre un certo limite non sono ben accetti, questo sì.

«Moltissimi studenti si sono schierati a favore del nostro preside perché lo conoscono e sanno che è una splendida persona. Con lui si può ragionare, ci si può confrontare e se ha scritto una lettera di quel tipo non era per restringere la libertà d'espressione dei ragazzi ma per far capire che in certi contesti, ci si deve comportare in un determinato modo». «Tra i tanti commenti – continuano i rappresentanti di istituto – c'è chi ha scritto:“In bagno non c'è la carta igienica e io mi metto i pantaloni che voglio”, ma che discorsi sono? Le carenze e le lacune dettate dalle poche risorse destinate alla scuola non dipendono mica dal preside!».

La polemica, andata montando nei giorni scorsi, trova due schieramenti: a favore e contro il preside Selleri del “Roiti”, ma ricordano i ragazzi: «Anche a maggio il nostro dirigente scrisse una lettera invitando gli alunni a non presentarsi in aula in ciabatte o canottiera e aveva ragione, non siamo mica in spiaggia!».

Lettere e pensieri di un preside che probabilmente, proprio perché ha a cuore i suoi studenti, cerca di far capire che i contesti vanno differenziati e soprattutto che un giorno questi giovanissimi si dovranno confrontare con il mondo del lavoro. Molti di loro lo hanno già capito e chiedono agli altri: «Quando avrete un impiego, vi presenterete sul posto di lavoro con i pantaloni strappati, le ciabatte e la canotta?».

Samuele Govoni

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