Crisi, bomba a orologeria
Presidio della Fiom davanti alla prefettura: lavoro perso, serve un impegno forte
«Una presa di posizione e un impegno chiari e inequivoci sui temi del lavoro da parte di chi oggi amministra e governa i territori della Provincia». È quanto chiede la Fiom Cgil, che ieri ha organizzato un presidio davanti alla Prefettura ricordando gli effetti che la crisi scoppiata nel 2008 ha avuto e ha nella nostra provincia. Uno scenario che parla di «migliaia di lavoratori che hanno perso il posto di lavoro e decine di aziende manifatturiere metalmeccaniche che hanno chiuso i battenti o si sono drasticamente ridimensionate».
Dati impietosi, che condannano il nostro territorio a un saldo negativo tra chiusure e nuovi insediamenti. A questo si aggiungono «una drastica riduzione dei diritti e un peggioramento delle condizioni di lavoro per gli interventi legislativi prima con il Governo Monti, ora con il Governo Renzi».
Una bomba a orologeria sul punto di esplodere, se si pensa che «tra i tanti lavoratori in mobilità e in disoccupazione ce ne sono centinaia che al termine degli strumenti di sussidio saranno troppo vecchi per il mercato del lavoro e troppo giovani per raggiungere una pensione che gli è stata impietosamente sottratta».
È prevista entro marzo, infatti, la conclusione dei percorsi di mobilità «che vedono coinvolti i lavoratori di Oerlikon Graziano, Igs Riva e Romagna Ruote. Poi più nulla. Non un sostegno al reddito. Non una prospettiva di lavoro. Non una pensione».
Per questo, conclude la Fiom, «è necessario che a partire dai livelli locali si costruisca un percorso deciso e non più rinviabile che trovi soluzione strutturale sul tema della riforma delle pensioni, degli investimenti e che costruisca percorsi di rioccupazione stabile e garantita».
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