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Festa dell’accoglienza per chi fugge dalla guerra

Festa dell’accoglienza per chi fugge dalla guerra

L’iniziativa della coop sociale Camelot al centro Il Quadrifoglio di Pontelagoscuro «Non possiamo girarci dall’altra parte di fronte al dramma dei profughi»

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Rifugiati, richiedenti asilo e profughi hanno preso parte ieri alla grande festa multietnica dell'Accoglienza organizzata da Camelot al centro sociale Il Quadrifoglio a Pontelagoscuro. Erano presenti circa 400 persone di cui 280 richiedenti asilo ospitati nelle 32 strutture gestite da Camelot in tutta la provincia di Ferrara, provenienti principalmente da Pakistan, Afghanistan, Nigeria e Ghana ma anche 40 operatori della cooperativa che gestiscono l'accoglienza e numerosi collaboratori che a vario titolo lavorano con la cooperativa.

«L'iniziativa - ci spiega Anna Baldoni, presidente di Camelot - voleva essere un nostro modo di far festa con tutti i ragazzi che oggi sono ospitati nelle strutture della provincia. Un momento per far sintesi di un anno impegnativo che sta finendo e l'opportunità di creare aggregazione in un gruppo ormai consolidato di operatori ma anche di richiedenti che provengono da diversi paesi dove l'elemento che li accomuna è la fuga dalla guerra ».

La festa prevedeva inoltre un concorso culinario per la miglior ricetta preparata dai beneficiari per ogni casa, ma mossi dal desiderio di mostrare le proprie tradizioni, i giovani profughi hanno consegnato all'assaggio della giuria un numero di piatti superiors alle attese esaltando i profumi, sapori e colori dei paesi di origine.

«Cibo, cucina, cultura e quindi aggregazione - interviene Paolo Marcolini , presidente di Arci Ferrara - sono tutti elementi essenziali per ridare fiducia a questi giovani che portano sulle spalle esperienze difficili da raccontare, per il dramma e la sofferenza che racchiudono. Queste iniziative indispensabili per l'integrazione di questi giovani sono vitali anche per il nostro tessuto sociale che non può girarsi da un'altra parte di fronte al dramma».

«La condizione di chi fugge dal proprio Paese per chiedere asilo - sottolinea ancora la presidente di Camelot - non è riconducibile a nessun'altra tipologia di immigrazione. I nostri beneficiari usufruiscono di un servizio di assistenza e tutela legale che li accompagna in tutto il percorso della richiesta di asilo. I nostri consulenti legali informano gli ospiti sui loro diritti e doveri nelle diverse fasi della procedura, al fine di prepararli all'audizione presso la Commissione Territoriale per il Riconoscimento della Protezione Internazionale e tutte le iniziative avvengono in costante collaborazione con le autorità , con le quali sono in atto collaudate procedure operative. Il periodo di accoglienza dei beneficiari - conclude Anna Baldoni - è limitato nel tempo e dipende dalla tipologia di progetto. La nostra cooperativa lavora quindi per fornire ai richiedenti asilo gli strumenti per riprogettare il proprio futuro». (l.c.)

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