I miei studenti indignati da quelle parole classiste
di BARBARA DIOLAITI* Non li avevo mai visti così indignati. I miei studenti non riescono a capire perché la polemica sulla famosa lettera ai genitori del preside del liceo scientifico "Roiti" sia...
di BARBARA DIOLAITI*
Non li avevo mai visti così indignati. I miei studenti non riescono a capire perché la polemica sulla famosa lettera ai genitori del preside del liceo scientifico "Roiti" sia incentrata tutta sul tema "jeans stracciati o no" (che hanno liquidato con la battuta: "i bancari che hanno portato alla rovina tante famiglie erano in giacca e cravatta") e non su un passaggio che hanno definito "ignobile e classista" e che recita: "Avete scelto per i vostri figli questo Liceo anche per il suo rigore nel pretendere comportamenti adeguati a dei giovani che rappresenteranno la classe dirigente di domani, gli interpreti della società civile, i protagonisti delle professioni intellettuali, delle arti, della cultura." Quindi, dicono i ragazzi, noi dei Tecnici, e peggio ancora quelli dei Professionali, siamo per quest'uomo, che dovrebbe essere un "educatore" la parte di società di serie B, quella che può anche andare in giro "stracciata" perché tanto non è destinata ad essere "classe dirigente" né "interprete della società civile"?
"Ma come si permette? - chiedono i miei alunni e, mi assicurano, anche i loro genitori - fa il preside e non si è accorto che da un bel po' di anni ci si può iscrivere all'Università con qualsiasi diploma? Non si è accorto nemmeno che tanti usciti dai Licei non finiscono l'Università e, quando va bene, vanno a lavorare alla coop? E non gli risulta che nel Governo vi siano ministri privi di laurea? Sarebbe meglio che entrasse nel mondo reale anziché insultare tanti ragazzi".
So perché ai miei studenti non sono sfuggite quelle righe di una lettera il cui testo integrale non avevo letto prima della loro segnalazione. La prima cosa che dico quando incontro una nuova classe è: "Dovete studiare per la vostra cultura, per definire i vostri strumenti di interpretazione del mondo, ma anche perché, assieme, dobbiamo sfatare quel classista luogo comune non ancora tramontato nel nostro Paese che non vi vuole, in quanto studenti di un Tecnico, classe dirigente." Già volevo bene ai miei studenti, da oggi li amo.
. * Insegnante di Lettere
Iti Copernico–Carpeggiani
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