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PONTELAGOSCURO

Lacrime e moto ai funerali di Nicola

Gli amici di Nicola con la moto durante le esequie a Pontelagoscuro
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Gli amici di Nicola con la moto durante le esequie a Pontelagoscuro

Si sono svolte le esequie del giovane Coltelli morto in moto nell'incidente stradale di venerdì

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FERRARA. "E'  stata una lunga giornata senza di te amico mio, e ti racconterò tutto quando ti rivedrò,ne abbiamo fatta di strada,da quando siamo partiti,ti racconterò tutto quando ti rivedrò”. Sulle note della canzone “See you again" di Wiz Khalifa, all’inizio e al termine della liturgia, è stato dato ieri l’ultimo saluto a Nicola Coltelli, detto “Colto”, morto a diciassette anni nel giorno del suo compleanno venerdì scorso in via Vallelunga, a Casaglia, a bordo della sua moto enduro.

Tantissimi i giovani che sono venuti a salutarlo. Sul sagrato della chiesa di Pontelagoscuro, numerose le motociclette parcheggiate dagli amici di Nicola, che condividevano con lui questa passione. Tra  loro Francesco Cariani e Federico Vermi, ricordano Nicola come “ un ragazzo buono, sereno, mai arrabbiato. Uscivamo spesso in moto, e l’ultima volta l’ho visto il sabato precedente l’incidente alla pista da motocross.”

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Tra i tanti coetanei, anche il ricordo di alcune ex compagne delle scuole medie, a testimonianza che “Colto” è ricordato anche a distanza di tempo. “ Eravamo compagni di classe alle medie, era un ragazzo molto vivace, allegro, sempre sorridente” così lo ricordano Ilaria Zucchini, Martina Del Vecchio,Stefania Marzola, Martina Antinori. L’affetto dei tanti amici, parenti e conoscenti è testimoniato anche da una chiesa gremita all’inverosimile.

Durante la liturgia, don Silvano Bedin, sceglie la lettura del Vangelo di Natale spiegando che “ quando eravamo in camera mortuaria questa bara mi sembrava una mangiatoia, e noi eravamo lì ad adorare Nicola. Il Natale usa questi termini : adagiato nella mangiatoia, e “adagiato” si usa anche quando Gesù è deposto nel Santo Sepolcro. Non dobbiamo pensare a un Dio cattivo, perché attraverso la Sua sofferenza ha patito per noi, e ci è vicino anche ora. La prima cosa che ricordo di Nicola è il sorriso. Lo ricordo qui a catechismo, sempre peno di vita e positività. In tanti avete aperto il vostro cuore a lui, proprio perché Nicola sdrammatizzava tutto. Un’altra cosa bella è l’attaccamento alla sua famiglia. Vedo un grande amore per Nicola, composto e dignitoso. E’ dalla famiglia, dai genitori che viene l’amore vero. La cosa bella dell’amore è che può essere eterno, e l’affetto che ha dato Nicola alla sua famiglia e viceversa, non lo dobbiamo dimenticare. Usiamo bene anche la libertà, simboleggiata dalla moto, per trovarci sempre insieme nel rispetto e nella moderazione. Nicola l’ha sognata per tanto tempo, a 14 anni gli era stata negata. Impariamo anche noi a sognare per renderci liberi.”

Anche alcuni amici offrono la loro testimonianza all’altare, con le parole strozzate dal pianto. Ilaria ha ricordato i momenti felici vissuti con Nicola durante l’infanzia, un’amicizia nata sui banchi delle elementari. “Da te ho imparato a fare le impennate con la bici, eri spericolato e ribelle, ma sempre con la testa sulle spalle. Volevo farti gli auguri di compleanno, ma sono arrivata tardi.”

Gli amici della 2B dell’Istituto “F.lli Navarra” lo ricordano “ sempre allegro, sorridente. Ridevi a crepapelle durante qualsiasi ora di lezione. E’ stato il destino a portarti via. Come te, nessuno mai.” L’amica Martina, straziata dal dolore, riesce a stento a terminare il suo ricordo, interrotta dai singhiozzi. “ Per me eri un fratello, fin da piccolo amavi le auto e le moto, e questa passione l’hai trasmessa a me.” Tra i presenti, anche la dirigente scolastica Roberta Monti, che del suo studente ricorda “l’allegria e la solarità. Aveva questa passione per la moto, stava bene solo con lei.” La messa è stata celebrata da don Silvano Bedin, il fratello Domenico, don Rosario Bonaccio e don Raffaele Benini. E’ quest’ultimo a ricordare il giorno del battesimo di Nicola. “Fu una grande festa, perché i genitori desideravano questo figlio da tanto tempo.”

Veronica Capucci

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