Animal Defenders: "Liberate i macachi prigionieri a Unife"
Cartello dell'associazione animalista al Polo chimico-biomedico: "E' Natale anche per Archimede, Clarabella, Eddi, Cleopatra, Cesare e Orazio"
FERRARA. "Un altro Natale di prigionia per gli animali di Unife". Lo hanno sottolineato gli attivisti dell'associazione Animal Defendersi, che il 25 dicembre hanno affisso un cartellone sotto la targa del Polo chimico biomedico dell'Università di Ferrara in segno di protesta per le condizioni di Archimede, Clarabella, Eddi, Cleopatra, Cesare e Orazio, "i sei macachi che insieme a tanti altri animali sono prigionieri dentro lo stabulario Unife". I sei macachi, scrivono gli attivisti di Animal Defenders, sono "chiusi in piccole gabbie che lasciano loro pochissimo spazio per muoversi, in un ambiente artificiale, privati della loro dignità, della loro libertà e della possibilità di vivere una vita conforme alla loro natura, sottoposti a stress fisico e psicologico nonché a esperimenti invasivi per tutto il corso della loro vita. Oggi le famiglie si riuniscono - continua il comunicato degli animalisti - non pensando che altre famiglie, sebbene di altre specie, sono state disgregate". E' da tempo che l'associazione lotta per la liberazione degli animali dallo stabulario e anche il giorno di Natale ha rinnovato la sua richiesta "a Unife e a tutte le autorità competenti, di compiere un atto di civiltà e di generosità, ovvero di liberare i macachi utilizzati per esperimenti nell'ambito delle neuroscienze e progressivamente anche tutti gli altri animali impiegati".
"I macachi - concludono - sono animali estremamente simili all'uomo: sono individui sociali, vivono liberi in spazi ampissimi e per natura creano stretti legami con i membri del proprio gruppo. La prigionia all'interno di gabbie asettiche, che li tiene lontani dai propri simili, provoca loro grande sofferenza emotiva che non fa che acuire la sofferenza fisica provocata dagli esperimenti stessi. Oggi è Natale anche per loro. Animali liberi"
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