Filo è tornata nella sua chiesa
La notte di Natale la comunità ha potuto ammirare i restauri post sisma
FILO. «Non mi aspettavo così tanti volontari a Filo: grazie». È rimasto sorpreso e non l'ha nascosto don Giuseppe Negretto, neo parroco di Filo nel vedere una chiesa piena la notte di Natale. Una sorpresa manifestata a più riprese durante l'omelia con richiami al concetto di comunità, alla storia, alle lotte di Filo. Ma la sorpresa, è risultata soprattutto per gli stessi filesi nel vedere la loro chiesa restaurata, a tre anni e sette mesi dal terremoto. Un restyling che sotto il profilo tecnico, ha visto l'architetto Michele Bondanelli, far applicare a una ditta specializzata, una sorta di imbragatura con tiranti di acciaio che tengono stretti pareti portanti e tetto. La tinteggiatura ha riportato nel suo massimo splendore la chiesa dedicata a Sant'Agata. Ma tornando alla vigilia di Natale, una trentina di figuranti, con l'assistenza della polizia municipale, hanno camminato lungo le strade di Filo per giungere poi in chiesa. Ricreata la Natività, don Giuseppe si è rivolto con estrema chiarezza ai suoi nuovi (era parroco a Portomaggiore) fedeli. «Non conosco nel dettaglio i lavori fatti - ha detto - e per questo attendo una relazione, vi dico però che, una parte dell'8 per mille della vostra denuncia dei redditi è, almeno spero, andata qui. Quindi anche voi avete partecipato al restauro». Don Giuseppe si è complimentato con i presenti perché «Filo è capace di vivere come una comunità dove la chiesa è parte integrante. Una comunità che conosce la fatica, le lotte e quindi, possiamo continuare a vivere alla grande». Don Giuseppe ha tenuto anche a mettere i puntini sulle "i" a proposito della paura che sta appesantendo la vita, del mancato rispetto per l'uomo «dell'attentato che si sta facendo al concetto di famiglia fatta, invece, da un padre una madre e i figli: stiamo perdendo il senso dell’essere persona». Con un applauso finale rivolto soprattutto ai bambini del presepe vivente e la chiamata sull'altare per la foto, all'uscita, sul sagrato, fra vin brulè e musica, una signora precisa: «Purtroppo Filo è divisa in due». E allora: auguri e buon lavoro don Giuseppe.
Giorgio Carnaroli
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