«Ho visto Stefano finire nel canale»
Lido degli Scacchi, Paolo Gelli, collega di Tanese nella fabbrica di ceramica di Filo, ricorda il momento della tragedia
LIDO DEGLI SCACCHI. Non è stato un Natale sereno per parenti, amici e per Milena, la fidanzata di Stefano Tanese, il 29enne che ha perso la vita nell’incidente stradale avvenuto mercoledì scorso, poco prima dell’1.30 nel Mezzano. Il collega Paolo Gelli, che seguiva l’Alfa Romeo Brera condotta dal giovane che abitava al Lido degli Scacchi con i genitori, ancora scosso, racconta quei momenti terribili. «È una tragedia. Io ho frenato, lui no. Non si sono accese le luci dei freni. Forse Stefano ha avuto un colpo di sonno – spiega Gelli - ero a dieci metri da lui. Non posso pensare ad una distrazione, perché non ha toccato i freni. E pensare che conosciamo a memoria quella strada - prosegue l’uomo, che stava rientrando insieme a Stefano dopo il turno notturno nella ceramica Santa Maria di Molino di Filo -, e lì c’è una semicurva che immette sul ponte. La sua auto è sparita». Incredulo e sconvolto Gelli ha subito fermato la propria auto, ma era buio pesto e la luna era stata oscurata da una fitta nebbia, non consentendogli di vedere il punto esatto in cui fosse finita l’auto del collega, peraltro di colore nero. «Ho avuto l’istinto di gettarmi in acqua, ma l’auto non si vedeva – ammette Gelli – e ho chiamato subito i carabinieri e il capo-reparto Francesco Cavalieri, svegliandolo nel cuore della notte». Nel giro di venti minuti, che devono essere parsi interminabili per l’uomo, sono arrivati sul posto l’ambulanza, i carabinieri, i Vigili del Fuoco di Comacchio, ai quali si è unita una squadra di sommozzatori di Ravenna. Quando la gru dei pompieri ha recuperato la vettura di Stefano, Gelli, visibilmente sotto shock, è stato allontanato. «Mi sono sentito in colpa per non essere riuscito a fare nulla per salvarlo – dichiara affranto Gelli - . Per tutti noi e per me in particolare questi non sono stati giorni di festa, tutt’altro». Stefano Tanese viene ricordato come «un ragazzo con la testa sulle spalle, un collega estroverso, sempre allegro», anche dal capo-reparto Francesco Cavalieri, risvegliato nell’immediatezza dell’incidente da Paolo Gelli. «Sono arrivato sul luogo dell’incidente in mezz’ora da Porto Garibaldi – afferma Cavalieri – e l’auto era ancora sommersa nel canale. Quando è stata recuperata dalla gru dei vigili del fuoco – prosegue Cavalieri – sembra che le ruote fossero rivolte verso l’alto e probabilmente nell’impatto con l’acqua l’autovettura si è rovesciata. Non abbiamo festeggiato il Natale. Non è neanche il caso di pensarci». Tra le persone che ricordano Stefano, anche l’ex-insegnante delle scuole medie, Stefania Tozzi, legata alla famiglia Tanese da un forte legame di amicizia. «Stefano era il punto di riferimento della famiglia, anche perché il papà non guida più. Ogni volta che mi incontrava – aggiunge Stefania - mi raccontava tutto, perché io mi affeziono tantissimo agli alunni e li vedo crescere abitando qui. Per me è stato un colpo al cuore. Stefano aveva la gioia negli occhi, era un ragazzo molto affettuoso». Oltre ad essersi avvicinato alla squadra di football americano dei “Comacchio Buccaneers”, Stefano era anche un assiduo frequentatore della libreria “Le Querce” di Lido degli Estensi. «A nome della libreria e anche come presidente dei Buccaneers – dichiara il libraio Leonardo Romani – mi stringo in un abbraccio con la famiglia. Stefano era un ragazzo serio, rispettoso, appassionato di sport e di libri fantasy. Mi sarebbe piaciuto vederlo in squadra- aggiunge -. Peccato che non abbia potuto cominciare gli allenamenti».
Katia Romagnoli
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