Il Natale ad Argenta è stato segnato da tre lutti
Cordoglio in città per la morte di Bruno Sala, Natalino Meletti e Viviano Toti Colpiti il commercio, il mondo della scuola e il Partito democratico
ARGENTA. Ad Argenta, la settimana che ha preceduto il Natale, sarà ricordata anche per tre gravi lutti che hanno colpito il commercio, la scuola e il Partito democratico.
Martedì è deceduto Bruno Sala, 65anni, dell’omonima storica ferramenta (il suo funerale si è svolto il giorno di Santo Stefano), poi la vigilia è deceduto Natalino Meletti, 67 anni dell'altrettanto storica trattoria “da Smamarela” e il funerale si terrà domani con partenza alle 14 dalla camera mortuaria per il duomo di Argenta. E la mattina di Natale, all'età di 69 anni, è venuto a mancare Viviano Toti, indimenticato insegnante di italiano alle scuole medie, nonchè collaboratore per alcuni anni della Nuova Ferrara, un amico e anche persona impegnata nel Partito democratico di Argenta.
A tal proposito l'attuale segretario Leonardo Fiorentini dice «la sua richiesta costante di verità non nasceva dalle vicende che lo avevano coinvolto, come e più di molti di noi, nel crac del mondo cooperativo. Era un tratto culturale. Ricordo quando invitava tutti noi ad aver presente il riformismo come metodo e non come fine, perché il riformismo era per lui non certo prospettazione e basta di un futuro diverso, ma metodo quotidiano, per rendere migliore la vita delle persone».
Il funerale si è svolto il giorno di Santo Stefano nella chiesa di S.Biagio e Andrea Giacomoni, ex segretario del Pd argentano scrive «ci mancherà la tua intelligenza, la tua cultura forgiata su mille libri e mille discussioni. Ci mancheranno i tuoi richiami ad una tradizione di valori e princípi che non volevi vedere sbiaditi o annacquati. Ci mancherà l'ardore col quale difendevi il tuo punto di vista, segno del profondo rispetto che hai sempre portato per ogni tuo interlocutore. Ci mancheranno i tuoi riferimenti ai padri di una storia, la nostra, in cui non volevi accettare di vedere fratture, ma una continuità che si è mantenuta anche dopo ogni svolta nella difesa dei più deboli e nell'affermazione di una moralità adamantina e ci mancherà la tua indignazione per le vicende che la smentivano. Ci mancherai tu, Viviano, ma promettiamo di non dimenticarti».
Giorgio Carnaroli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
