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La festa in Partecipanza

La festa in Partecipanza

A monsignore Baviera va l’attestato di capista onorario

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CENTO. «Mantenere le radici della Partecipanza, e al contempo orientarla al futuro».

Con questo motto, lanciato dal presidente Aproniano Tassinari in occasione dell'incontro degli auguri della Vigilia, la Partecipanza Agraria di Cento si affaccia al 2016. Un anno di lavoro per l'ente, impegnato in questo quinquennio nell'impegnativo cammino di avvicinamento alla divisione del 2019.

«In questi sei mesi – ha evidenziato Tassinari - abbiamo lavorato in un clima di collaborazione e confronto». Per l'attuale governo, l'obiettivo rimane quello di «mantenere le radici di un passato che ha fatto sì che questo territorio sia stato bonificato a favore delle famiglie residenti». Ma non solo: «Come l'agricoltura, anche la Partecipanza dovrà affrontare il cambiamento, aprendo le proprie porte. Per questo, nelle sale della sede di corso Guercino incontreremo i capisti dei borghi per dire cosa faremo, raccogliere proposte e sollecitazioni su cosa sarà necessario fare, per realizzare obiettivi assieme».

Nel ripristinare la tradizione del presepe e del brindisi degli auguri, giovedì mattina la visita a monsignore Salvatore Baviera per annunciare la decisione all'unanimità del consiglio di conferirgli il titolo di capista onorario, a riconoscimento degli «alti meriti culturali, civili e religiosi con i quali ha sostenuto sul territorio, per oltre 50 anni, i valori a cui la Partecipanza s’ispira». Alla consegna della pergamena, la magistratura guidata dal presidente Tassinari e dal segretario Alessandro Tassinari.

«Un avvenimento storicamente rarissimo – ha motivato il magistrato Mirco Gallerani – a riprova del fatto che monsignore Baviera è stata la guida spirituale del consiglio d'amministrazione della Partecipanza Agraria di Cento dal 1985. Nella cerimonia d'apertura della divisione ventennale dei capi del 1999, ha ridato vita all'antica tradizione della discesa del crocefisso della Collegiata di San Biagio, portato in corteo nella piazza del municipio per la celebrazione della messa prima dell'estrazione dei borghi. A lui il merito di aver rinnovato il legame originato nell'anno 1185, il legame tra i capisti e la terra di Cento». Poi un dono, un'acquaforte del 1660 che proviene da una collezione realizzata per il Duca di Modena da un incisore francese che ritrae il simbolo della Partecipanza: la rotta del Reno. Nel ringraziare, monsignore Baviera ha impartito la benedizione a tutto lo storico ente agrario. Durante l'incontro, inoltre, la consegna di un secondo riconoscimento, il titolo di capista benemerito a Vincenzo Gallerani: «Per tutto ciò che ha fatto per Cento, perché rappresenta tutta la Partecipanza e il suo spirito», ha motivato il presidente Tassinari, accogliendo il dono di Alberto Alberghini, una incisione dal titolo 'Le occupazioni rurali'. L'incontro, nella sede della Partecipanza, è stato anche occasione per rilanciare la sinergia con le realtà del territorio. Prima della benedizione di monsignore Guizzardi, i saluti e gli auguri del sindaco Piero Lodi, di Gianni Fava (Consorzio Cento Cultura), del presidente CariCento, Carlo Alberto Roncarati e del direttore Ivan Damiano, il quale ha garantito: «Saremo da supporto al territorio e alla Partecipanza».

Beatrice Barberini

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