«Gli speed check divelti? Richiesti dai residenti»
Ferrara, l’assessore Modonesi: il Comune li ha installati per prevenzione e sicurezza, chi li rompe fa spendere soldi alla collettività
FERRARA. Cadono come birilli sotto i colpi di vandali che si muovono nel buio. Dopo i primi episodi - a Quartesana, in via Catena a Fondoreno, in via Comacchio, in via Pontegradella e di nuovo a Fondoreno - l’assessore alla mobilità Aldo Modonesi ha deciso di lanciare un appello per evitare il ripetersi di episodi mirati contro gli speed check, le colonnine arancioni dentro le quali può essere inserito un misuratore di velocità in grado di registrare un’infrazione. Azioni «incivili» gli abbattimamenti dei dispositivi, rimarca Modonesi, che generano danni a carico della collettività per due motivi: perché dovranno essere reinstallati con una spesa a carico dei cittadini e perché a chiederli, osserva l’assessore, spesso sono i residenti che si sentono minacciati dalla “guida spericolata” dei conducenti dei veicoli.
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.12685181:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/ferrara/cronaca/2015/12/28/news/vie-presidiate-e-proteste-1.12685181]]
Attorno alla città ne sono stati installati 22, il che significa che buona parte delle arterie di accesso e di uscita dal centro sono presidiate dalle colonnine anti-velocità. «Voglio chiarire - spiega Modonesi - che le colonnine devono essere appositamente attivate ogniqualvolta è previsto un servizio di controllo sulla velocità e nei pressi ci deve sempre essere una pattuglia dei vigili urbani. Non possono essere utilizzate in condizioni diverse da questa». È evidente però che la comparsa simultanea dei rilevatori di velocità in tante strade della periferia ha messo sul chi vive gli automobilisti che temono di ritrovarsi in buchetta i bollettini di una “tassa occulta” che potrebbe essere piuttosto onerosa per chi usa l’auto con una certa frequenza sulle strade della provincia. Una paura ingiustificata, evidenzia Modonesi, perché «non si è deciso di installare questi dispositivi per fare più multe, trend che come si può evincere dai bilanci del Comune, è da tempo in calo. Niente agguati, quello che ci interessa sono prevenzione e sicurezza». «L'installazione degli speed check in numerosi centri abitati e frazioni del nostro comune attraversati da strade di forte percorrenza - scrive l’assessore in una nota - è stata fortemente richiesta da gruppi di cittadini che lamentavano come il mancato rispetto dei limiti di velocità previsti fosse spesso motivo pericolo per pedoni e ciclisti». La tipologia delle strade, tutte di scorrimento, «non consente l'installazione (come invece è stato fatto in altre vie cittadine) di dossi rallentatori - precisa l’assessore - Nei mesi scorsi il servizio mobilità e la polizia municipale hanno verificato in maniera puntuale il posizionamento dei 22 speed check, privilegiando posizioni in prossimità di luoghi di servizio (quali scuole, farmacie, uffici pubblici, ecc) o in zone nelle quali erano avvenuti negli anni incidenti». Situazioni che sono state anticipate da decisioni simili assunte in altri comuni della provincia, argomenta Modonesi, con l’obiettivo dichiarato di rendere ancora più sicura la circolazione. Intanto il risultato di questi blitz notturni non è indifferente per le casse del Comune. «Il danneggiamento degli speed check oltre a vanificare gli sforzi per salvaguardare la prevenzione e la sicurezza, comporta un aggravio di costi che l'amministrazione (cioè la collettività) dovrà sostenere per ripristinare i materiali danneggiati e invitiamo quindi tutti al rispetto della cosa pubblica», conclude Modonesi. Il Comune sta studiando misure anti-vandali.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
