Settanta dipendenti in cassa integrazione. È crisi alla Coprob
Feste amare per i lavoratori dello zuccherificio di Minerbio dove sono occupati anche alcuni addetti di Ostellato
OSTELLATO. Festività natalizie amare per i dipendenti dello zuccherificio cooperativo CoproB di Minerbio dove sono occupate anche diverse maestranze proveniente dall’ex zuccherificio cooperativo CoproA di San Giovanni di Ostellato chiuso da anni (in questo ultimo sito produttivo sono rimasti 6-7 dipendenti addetti allo stoccaggio della melassa). L’azienda ha infatti preannunciato mobilità e cassa integrazione a zero ore per una settantina di dipendenti della fabbrica di Minerbio, dell’altra di Pontelongo nel Padovano e nei siti logistici di San Giovanni di Ostellato, di Argelato, Massa Finalese e Porto Viro, fino a marzo. Coprob ha ottenuto la cassa integrazione a zero ore fino al marzo del prossimo anno mentre da lunedì scorso c’è la mobilità per 25 addetti che dovrebbe essere su base volontaria con incentivi all’esodo.
Le cause di questa crisi vanno individuate nel calo del prezzo dello zucchero che ha colpito anche il colosso saccarifero che ha chiuso con un fatturato pari a 194 milioni di euro con un utile pari ad un milione di euro (nel 2013 il fatturato era stato di 253 milioni di euro). C’è preoccupazione tra i sindacati del settore e le Rsu.
Solamente tre anni fa lo zucchero veniva pagato 800 euro la tonnellata, mentre oggi il prezzo oscilla tra i 380 e i 400 euro ed il quadro potrebbe ulteriormente peggiorare con la liberalizzazione delle quote zucchero prevista nel 2017.
Un’altra causa legata al calo di prezzo è dovuto alla diminuzione del costo del petrolio in calo anche in Brasile dove non si produce più il bietanolo dalla canna da zucchero con questa che ora viene utilizzata solo per produrre zucchero con costi notevolmente inferiori rispetto alla barbabietola. Nell’ultima stagione sono state lavorate oltre due milioni di tonnellate di bietole provenienti da oltre 31.500 ettari coltivati da soci e produttori che conferiscono il prodotto alla CoproB (i soci sono 5.845 mentre in Emilia-Romagna la superficie bieticola è stata di circa 18.500 ettari coltivati da parte di 2.100 aziende agricole, di cui oltre 1.900 associate). Il gruppo Coprob, insieme al suo alleato tedesco Pfeifer&Langen, gestisce una quota di oltre il 22% e, grazie alla diffusione della marca Italia Zuccheri “100% Zucchero italiano”, Coprob si è ritagliato un ruolo unico anche nel mercato al dettaglio. Nell’ex stabilimento di San Giovanni dovevano sorgere quattro impianti a biogas. CoproB aveva previsto un investimento di circa 16 milioni di euro per costruire i quattro impianti da un megawatt ciascuno. (m.bar.)
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