«A Ferrara si vive meglio che a Bolzano»
Qualità della vita e classifiche: «Andate a vedere i criteri di punteggio». Speed check: smantellarli atto imbecille
«Io ho vissuto a Bolzano per un anno, e vi assicuro che si sta meglio a Ferrara».
Non prestate troppo ascolto alle classifiche sulla qualità della vita, consiglia tra il “patriottico” e il risentito il sindaco Tiziano Tagliani alla conferenza di bilancio 2015 della sua giunta. Ad appesantire un anno di per sè già abbastanza «difficile» e «da archiviare senza rimpianti», è arrivato lo studio di Italia Oggi che da un paio di anni a questa parte ci ha fatti precipitare, con il 65º posto, nella parte bassa della graduatoria. Un risultato che, nelle parole del sindaco, sembra riflettere l’ingenerosità di certi giudizi tutti locali sull’operato dell’amministrazione.
UN ANNO DA DIMENTICARE. Dal Palazzo degli Specchi agli incidenti mortali, dallo smantellamento sistematico degli speed check fino all’Albero di Natale, il bilancio quasi personale di Tagliani si riassume in uno sconsolato: «Fare il sindaco vuol dire non ricevere soddisfazioni. C’è un clima molto aspro nei confronti dell’amministrazione, che ci costringe a un confronto incrociato quotidiano. E se da un lato è positivo, perché ci allena alla trasparenza, dall’altra è molto logorante e faticoso».
«Vorrei più lavoro e occupazione, questo sì. Ma vorrei anche più coesione, un briciolo in più di ottimismo e di affetto per questa città, che chi viene da fuori considera splendida». E nella quale, ribadisce, si vive bene, alla faccia di Italia Oggi e della prima della classe Bolzano.
CLASSIFICHE INGRATE. «Vorrei che ci fosse più attenzione per il modo in cui queste classifiche vengono compilate. Per il Sole 24 Ore siamo passati dal 6º al 49º posto perché tra gli indicatori ha abrogato l’indice del costo della vita, facendoci perdere 860 punti». Un’altra penalizzazione, spiega, è arrivata con la sostituzione dell’indice di giovinezza con quello di vecchiaia. «Io dico invece che avere un centinaio di centenari non è un problema, ma un dato positivo. E gli anziani non sono affatto un peso, ma una risorsa». Al contrario, aggiunge polemicamente il sindaco, «il Ferrarese tra il 2014 e il 2015 ha ricevuto 35 milioni di euro per interventi alle abitazioni private danneggiate dal terremoto. Non so se le classifiche intercettano anche dati come questo».
IMBECILLI. Ancora più scoperto il nervo delle tragedie della strada con la morte, la vigilia di Natale, di una coppia di ottantenni e la perdita, una settimana prima, di una giovane vita. «Non entrerò mai nel merito, nell’immediatezza di fatti così dolorosi e drammatici, ma posso dire che non mi sono mai sottratto a incontrare le famiglie delle vittime, anche quando questo ha significato prendere degli insulti».
Le decisione di agire sulle strade più pericolose, ha ribadito Tagliani, ha portato tra l’altro all’installazione dei 22 nuovi speed check, gli stessi che ora sono oggetto di manomissioni seriali. «Sono stati i cittadini a chiederli, e a chi ci accusa di voler far cassa, rispondo che gli introiti delle contravvenzioni sono calati di oltre 3 milioni di euro. Quando leggo commenti che inneggiano a questi atti, citando perfino Robin Hood, non posso che replicare che si tratta di manifestazioni di imbecillità, e non solo per i 4000 euro buttati via, ma perché è uno sberleffo all’educazione stradale».
NO SOLDI, NO STRADE. Proprio a quest’ultima il sindaco ha fatto appello: «Non sono le strade che devono adeguarsi alle condizioni di guida, ma esattamente il contrario». Questo al netto dei 150mila chilometri di asfalto rifatti, che Tagliani rivendica puntualizzando il paradosso di chi «non riesce a collegare una manovra fiscale con la necessità di perire anche le risorse per la manutenzione stradale. Una battaglia che abbiamo condotto a giugno mentre la gente dormiva in consiglio comunale». Il riferimento è all’occupazione del consiglio comunale da parte delle opposizioni quando, a primavera, c’è stata la discussione sulla modifica del bilancio. «Per la sicurezza stradale - garantisce il sindaco - abbiamo fatto tutti gli interventi che erano nelle nostre possibilità, investendo fino all’ultimo centesimo. Ma non basta, se poi non si rispetta il codice della strada».
FASE DUE. Al capitolo immigrazione ed emergenza profughi, si è entrati nella fase del post accoglienza, quella più difficile. «Non dirò quanto siamo stati bravi, è lo stesso Centro di Coordinamento regionale delle Prefetture a dire che siamo arrivati vicino alla soglia massima. Il problema è il dopo. È vero che sono stati avviati percorsi di volontariato per impiegare i rifugiati in lavori di manutenzione urbana, ma naturalmente non basta. Adesso si tratta di arrivare all’integrazione vera, quella che non si limita al vitto, all’alloggio e alle vaccinazioni sanitarie».
NUOVE POVERTÀ. Passare dall’emergenza agli interventi strutturali è anche l’obiettivo, come ha spiegato l’assessore ai Servizi Sociali Chiara Sapigni, del prossimo programma di sostegno e aiuto alle persone, alla luce di nuovi problemi e nuove povertà acuite dalla crisi. «Nei prossimi mesi sarà condotta un’indagine sulle condizioni di vita delle famiglie». Sarà questa la base per modulare gli interventi garantiti dallo Stato e dalla Regione per sostenere le famiglie che risultano sotto la soglia della povertà. «Sarà un modo più ragionato per affrontare il disagio, evitando di agire nell’emergenza del singolo caso ma operando invece in modo strutturale».
SOCIAL & C. Un accenno, inoltre, all’attività di comunicazione e dell’ufficio stampa: in cifre, compresa quella di ieri, sono state organizzate 316 conferenze stampa e inviati 2.321 comunicati alle testate giornalistiche; 250 i comunicati, e 37 le dirette audio e video, relativi alle sedute del consiglio comunale, 123 quelli della Giunta. Sui social, il Comune di Ferrara ha superato i 5000 amici su Facebook e i 1.128 follower su Twitter.
L’ARBUL DA 30MILA EURO. E a proposito di social, Tagliani ha concluso con il protagonista assoluto dell’ultimo mese: l’albero di Natale di vetro, anzi l’Arbul ad Nadal. Basta con la leggenda metropolitana dei 30mila euro spesi dal Comune: «L’amministrazione non ci ha messo un soldo».
Alessandra Mura
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