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«Da Bankitalia un fallimento colpevole»

«Da Bankitalia un fallimento colpevole»

Il sindaco Tagliani: sarò il primo a sottoscrivere la quota per le spese legali in una eventuale azione giudiziaria

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Punta il dito contro Bankitalia, il sindaco Tagliani. La distruzione della Carife, scandisce, è il suo fallimento. Non ha dubbi, il primo cittadino di Ferrara, su dove vadano cercate le responsabilità della liquidazione del patrimonio della banca cittadina con l’azzeramento delle azioni e delle obbligazioni subordinate. E si dice pronto, come ha già fatto sapere al presidente della Fondazione Carife Riccardo Maiarelli, a fare la sua parte in un’eventuale causa. «Se ci sarà un’azione legale, il primo a sottoscrivere la quota per le spese legali sarà il sindaco», ha garantito. E se i guai di Carife hanno le radici nella gestione dell’era pre-Lenzi «che ha creato dissesti con investimenti che non erano a tutela degli azionisti», quello che è seguito «non può non essere messo in un unico pacchetto». Nell’ordine: i controlli periodici, con accessi settimanali, da parte di Bankitalia, la richiesta di aumento di capitale sociale, il commissariamento nel 2012, la «soluzione dignitosa» annunciata all’ultima assemblea del 31 luglio scorso con l’intervento del Fondo Tutela Investimenti e Depositi, la preoccupazione per il ritardo nell’attuazione della relativa delibera per scoprire, il 23 settembre, «che non era nemmeno mai stata depositata alla Camera di Commercio». Quasi un assedio implacabile alla banca, fino alla sua capitolazione. La colpa di tutto questo, ha detto chiaro e tondo il sindaco alla conferenza di bilancio della giunta 2015, va attribuita a Bankitalia «per aver mancato nel suo ruolo di garanzia e difesa del patrimonio Carife, ben prima del Commissariamento».(a.m.)

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