I doni dei carabinieri ai bambini del Kosovo
Nella capitale Pristina la cerimonia alla presenza dei dirigenti dell’orfanotrofio Sos Children
CODIGORO. «Ogni piccola cosa significa tanto per noi». Queste le parole pronunciate con emozione dalla direttrice dell'orfanotrofio "Sos Children" di Pristina (Kosovo) dalla dottoressa Nezahat Ramadani Salihu nel ricevere la donazione compiuta dal colonnello Paolo Coletta, comandante dei carabinieri della unità Msu (la Multinational Specialized Unit), una speciale sezione dell'Arma dei carabinieri, con funzioni di polizia civile e militare. Presente anche l’ordinario militare per l'Italia, Santo Marcianò, giunto in Kosovo per la visita pastorale al contingente italiano in in occasione del Natale.
"SOS Children" è un organizzazione internazionale con sede a Vienna e conta 130 sedi sparse in tutto il mondo. La filiale di tale organizzazione a Pristina, capitale del Kosovo, nasce nel 2010 e si occupa del recupero di bambini e giovani abbandonati, del sostegno di famiglie disagiate e della conseguente crescita degli orfani. All'interno della struttura vi sono 6 differenti dipartimenti.
Allo stato attuale la struttura, che ospita 100 bambini e ragazzi da 0 a 24 anni, si auto sostiene con i proventi degli ospiti paganti e con le donazioni delle onlus di tutto il mondo, tramite la sede centrale dell'organizzazione. La donazione è stata realizzata anche grazie al contributo dell'azienda Valfrutta di Codigoro e del dottore Fabrizio Fini. L'azienda tramite l'Associazione Carabinieri in Congedo di Ferrara, ha donato tre bancali di derrate alimentari che, grazie ad un sistema di consegne organizzato da personale del 5º Reggimento Carabinieri Emilia-Romagna, del Comando Provinciale Carabinieri di Ferrara e della 2ª Brigata Mobile di Livorno, hanno potuto raggiungere l'orfanotrofio con un volo militare. Alla donazione, è seguita quella inattesa del monsignore Santo Marcianò, il quale - constatati gli oneri sostenuti dalla struttura - ha voluto consegnare nelle mani della direttrice Nezahat Ramadani Salihu un contributo personale.
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