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La quadreria? Tutta in Palazzo Crema

È in convalescenza nella sua casa di Ro. Immerso fra dipinti, statue, cornici, libri. Come si trattasse di una medicina dopo l’infarto nella notte fra il 16 e il 17 dicembre, la corsa al policlinico...

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È in convalescenza nella sua casa di Ro. Immerso fra dipinti, statue, cornici, libri. Come si trattasse di una medicina dopo l’infarto nella notte fra il 16 e il 17 dicembre, la corsa al policlinico di Modena e l’angioplastica. Nonostante ciò Vittorio Sgarbi pare non avere cambiato una virgola alla sua vita. Ci riceve in camera da letto, alla maniera delle corti rinascimentali. E prima di vestirsi e rilasciare la videointervista racconta di avere incontrato il presidente Riccardo Maiarelli sulle sorti della quadreria della Fondazione Carife. Sgarbi gli ha proposto di trasferire l’oltre centinaio di dipinti dalla Pinacoteca Nazionale (dove sono in deposito) nella sede della Fondazione, dunque in Palazzo Crema. Il paradosso: l’arte è l’unico bene duraturo della vecchia Carife. Sgarbi ipotizza anche di proporre allo Stato l’acquisto del patrimonio così da monetizzare i danni subiti dai risparmiatori. Infine il critico e storico dell’arte annuncia che ci sarebbe un’offerta per il ritratto di Gabriele Tadino del Tiziano, di proprietà invece di Carife. L’opera era stata comprata ai tempi di Santini.

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