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Meno stranieri con la crisi

Meno stranieri con la crisi

In calo le presenze registrate in città di nazionalità di antica migrazione come Marocco, Albania, Cina

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Il massiccio aumento delle presenze straniere a Ferrara è un ricordo del passato. La crisi economica, che ha colpito la nostra provincia in misura maggiore delle realtà limitrofe, non solo ha rallentato gli arrivi ma portato uomini e donne di nazionalità non italiana ad abbandonare il territorio, cercando fortuna altrove. Questa tendenza, suffragata dalle statistiche, è analizzata da un articolo apparso sull'ultima edizione dell'annuario socioeconomico del Cds. Franco Mosca, esperto e studioso dei fenomeni migratori, riporta che dopo una fase decennale di incrementi consistenti (da 6.163 stranieri residenti nel Ferrarese del 2002 ai 29.063 del 2011, con un incremento medio annuo molto considerevole del 19,2%) si è passati a una fase di sostanziale stabilizzazione: dalle 29.993 unità del 2012 alle 29.694 del 2013 (-1%), fino alle 30.300 del 2014 (+1,1%). E dai numeri ancora parziali dell'anno che si sta chiudendo non sono previsti sconvolgimenti.

In pratica, dal 2012 al 2014, i residenti stranieri in provincia sono aumentati di 307 unità, al netto delle uscite: sul versante dei comunitari il saldo è di +166 (dove spicca il +365 dei rumeni) e su quello degli extracomunitari +141 (Nigeria leader con un +150). Di rilievo constatare come, sempre nell'arco del triennio, la riduzione di presenze fatta registrare da alcune nazionalità di più antica migrazione, come marocchini (-200), albanesi (-117), cinesi (-38) e tunisini (-38), mentre in ambito comunitario si segnala il saldo negativo dei greci (-57), polacchi (-56), spagnoli (-38) e austriaci (-21).

"L'immigrazione da noi è sostanzialmente quasi ferma - spiega Mosca, già responsabile dell'Osservatorio immigrazione della Provincia di Ferrara -. Non essendoci lavoro, alla fine anche le persone che cercano di migliorare la propria posizione e il proprio benessere non vanno nei luoghi dove non c'è questa possibilità. Addirittura marocchini e albanesi se ne stanno andando; c'è un calo nonostante in molti abbiano attivato dei ricongiungimenti familiari". Quelli accordati nel 2014 dalle autorità competenti a cittadini non comunitari sono stati 365. Mentre per ciò che riguarda i processi di regolarizzazione di stranieri richiedenti protezione internazionale sono stimabili in oltre 100 unità (dai dati della Prefettura, al 30 settembre 2015, avevano avuto questo tipo di permesso 180 persone). Un'ultima considerazione sul rapporto tra lavoro e immigrazione: se gli occupati dipendenti sono in leggero aumento (dai circa 13.800 del 2011 ai poco meno dei 15.000 di oggi), crescono e non poco invece i titolari d'impresa stranieri (dai 1.321 del 2010 ai 1.721 del 2014, ovvero +30,2%), con una tendenza particolarmente avvertibile nei settori del commercio, delle costruzioni e dei servizi di alloggi e di ristorazione.

Fabio Terminali

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