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San Biagio, iniziati i lavori di restauro della chiesa

San Biagio, iniziati i lavori di restauro della chiesa

Il parroco don Michele: «Spero che il nostro tempio sia pronto a breve» Una squadra di volontari sta ripulendo l’area per renderla anche più sicura

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SAN BIAGIO. Di chiacchiere inconcludenti se ne sono fatte fin troppe e ora sono finite. Da qualche giorno, sul sagrato della chiesa di San Biagio, “troneggia” un ponteggio che indica che presto inizieranno i lavori di messa in sicurezza. Dunque, come già successo a Filo, anche a San Biagio e dopo quasi quattro anni dal terremoto che ha danneggiato la chiesa, inizieranno i lavori.

«Sì, a gennaio partono i lavori - conferma don Michele, il giovane e nuovo parroco di San Biagio, mentre va nel contempo ricordato anche che domenica festeggerà i 103 anni Lilia Fabbri -. Per il momento è stato montato il ponteggio poi partiranno i lavori ma al momento non sappiamo quando termineranno».

La notizia è comunque stata accolta con soddisfazione dai fedeli, soprattutto da coloro che, in questi anni, per andare a messa sono stati costretti a migrare alla santuario della Celletta ad Argenta. Sono lavori che arrivano con ritardo frutto di una serie di palleggi di responsabilità sul chi doveva agire, e come e dove attivare l'iter procedurale per ottenere permessi e finanziamenti. Ora questi permessi ci sono e anche i finanziamenti. Dunque, con l'arrivo del nuovo parroco don Michele, c'è da registrare questa importante novità dell'avvio dei lavori, di messa in sicurezza della chiesa. Al tempo stesso e sempre per volontà dei parrocchiani, il Comune di Argenta ha autorizzato alcuni volontari a mettere un po' di ordine anche attorno alla chiesa. Una pulizia che comprende anche la potatura degli alberi sia per evitare l'insorgenza di problematiche relative alla sicurezza, sia per valorizzare la parrocchia nel suo aspetto estetico. Per quel che riguarda invece il messaggio cristiano - e per una volta tanto lasciando da parte le chiacchiere di chicchessia -, questo lavoro (che certo non sarà l’unico cui il parroco dovrà fare fronte) è sulle spalle proprio del parroco, quindi: buon lavoro don Michele.

Giorgio Carnaroli

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