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convegno al ridotto

Con i teatri di tradizione la cultura diventa un business

Con i teatri di tradizione la cultura diventa un business

Un milione di spettatori paganti, circa 100 milioni di euro investiti per le attività performative e culturali, una media di 60 nuovi titoli proposti - molti dei quali frutto di collaborazioni extra...

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Un milione di spettatori paganti, circa 100 milioni di euro investiti per le attività performative e culturali, una media di 60 nuovi titoli proposti - molti dei quali frutto di collaborazioni extra regionali - sono i numeri che riassumono un anno di attività dei 29 “Teatri di Tradizione” legalmente riconosciuti in Italia e presentati a Ferrara da Andrea Paganelli, vicepresidente dell'Associazione Teatri Italiani di Tradizione. Di teatri, patrimonio culturale ed economia del sistema teatro si è parlato al Ridotto del Comunale, nel corso dell'incontro “Strategie di innovazione nel sistema teatrale - Percorsi e soluzioni per nuovi modelli gestionali”, organizzato e promosso dalla Fondazione Teatro Comunale di Ferrara e dall'Atit.

Al centro del workshop, che ha visto impegnati operatori del settore, professori universitari e studenti, rappresentanti di associazioni culturali del territorio, sostenitori e sponsor, il cambiamento nella vita e nella governance di queste strutture in risposta alla crisi economica e alle nuove esigenze normative. Avanguardia di questo approccio il Teatro di Ferrara che, come ha raccontato il sindaco di Ferrara Tagliani, ha voluto raccontare «la sua esperienza di rinnovamento che ha portato al riconoscimento di importanti certificazioni europee a seguito di politiche gestionali innovative. Il Teatro Comunale Claudio Abbado è un soggetto indispensabile nel bilancio culturale della città e si è fatto certificare alla stregua di quello che il Comune di Ferrara ha fatto per le manifestazioni culturali che si svolgono sul territorio».

In particolare il Teatro Comunale di Ferrara, attraverso le attività della omonima Fondazione, ha ottenuto la certificazione ISO 9001, che viene concessa alle aziende e alla imprese culturali che rispettino dei precisi requisiti di qualità dal punto di vista di gestione organizzativa, e la certificazione ISO 20121, legata ai temi della sostenibilità ambientale, economica e sociale. Si tratta di una doppia certificazione di grande rilievo, che sottolinea la volontà di attivare processi innovativi sia per quanto riguarda la propria organizzazione che nei rapporti con tutti gli stakeholders, come ha spiegato Roberta Ziosi, presidente della Fondazione Teatro Comunale di Ferrara. «Le motivazioni che ci hanno portato ad un percorso di certificazione sono diverse: la creazione della Fondazione nel 2008, la crisi economica, il terremoto del 2012. - ha spiegato alla platea la presidente - A queste ragioni si sono aggiunte anche le direttive in materia di politica culturale nazionale, che hanno indicato come linee guida l'economicità, la compenetrazione di tradizione e contemporaneità, l'efficacia gestionale e l'interesse sociale».

Ingrid Veneroso

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