Delitto Colombani, il cerchio si stringe
Polizia di Stato e procura stanno ascoltando diverse persone, la ricostruzione appare più vicina. Forse domani l’autopsia
Vittima di una caduta fatale durante un’aggressione, o colpito alla testa con un bastone o una spranga. Tra i quesiti a cui dovrà rispondere l’autopsia sul corpo di Giancarlo Colombani, che potrebbe svolgersi già domani, questo sarà fondamentale per la ricostruzione dei fatti di via Aguiari. Colombani, 73 anni, un passato segnato da guai giudiziari e lunghe detenzioni, domenica pomeriggio era stato trovato riverso a terra, incosciente e in gravissime condizioni, all’angolo tra via Aguiari e via Porta Catena, per morire dopo un giorno di agonia al Sant’Anna di Cona senza più riprendere conoscenza.
E se inizialmente il lavoro degli inquirenti è risultato tutto in salita (a cominciare dall’identificazione della vittima, che non aveva documenti con sè, e proseguire con l’assenza di telecamere nell’area interessata) ora le indagini svolte dalla Squadra mobile della Polizia di Stato e coordinate dal pubblico ministero Filippo Di Benedetto sembrerebbero aver finalmente imboccato la strada giusta.
La prima ipotesi valutata dagli inquirenti era stata quella della rapina, perché Colombani non aveva con sè portafoglio e cellulare. In realtà la vittima li aveva lasciati a casa. Come ha riferito la sua convivente l’anziano, che abita poco lontano dal luogo dell’agguato, era molto abitudinario ed era solito fare una passeggiata nel tardo pomeriggio lasciando a casa i suoi effetti personali. Il telefonino di Colombani è stato acquisito per verificare se tra i contatti recenti si possa nascondere la chiave per capire le ragioni dell’aggressione: l’uomo doveva incontrare qualcuno? O è rimasto vittima di un incontro sventurato con criminali comuni che lo hanno assalito allo scopo di derubarlo? La procura ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio, e in queste ore si stanno ascoltando diverse persone che potrebbero fornire elementi utili alle indagini e a stringere il cerchio attorno ai responsabili. Le testimonianze portano a ritenere che Colombani sia stato aggredito da tre persone: al trambusto tipico di una colluttazione era seguito il rumore di un tonfo, forse il colpo ricevuto al capo dalla vittima, forse la sua caduta a terra, battendo la testa.
Al loro arrivo, i soccorritori del 118 e le pattuglie Volanti avevano trovato Colombani riverso a terra, svenuto, con una profonda ferita alla testa. Ricoverato in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione di Cona, l’uomo è morto nel primo pomeriggio di lunedì, senza poter riferire quanto gli era successo. Una ricostruzione che però, in queste ore, sembra diventare sempre più vicina.
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