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Porta a porta tra luci e ombre

Porta a porta tra luci e ombre

A Cento molti soddisfatti, ma tanti comunque chiedono correttivi: «Ora in casa siamo pieni pattume»

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CENTO. Tra difficoltà e soddisfazione, mancanza di spazio in casa e accentuato spirito ecologico, i centesi si dividono sul sistema di raccolta differenziata Porta a Porta, introdotto da Cmv su indicazione del Comune di Cento. Dai centesi quindi, luci ed ombre su un sistema, quello della raccolta differenziata porta a porta “spinto”, esteso nel 2014 al lotto 3 e 4, e completato nel corso del 2015 al quinto ed ultimo lotto, il centro storico. Ora nel capoluogo, con la scomparsa dei classici cassonetti stradali, si può dire completata l’introduzione del porta a porta.

Abita proprio in centro storico, Renzo Fallavena: «Il porta a porta qui, e' un vero problema. Oltre a richiede tantissimo impegno per dividere tutti i rifiuti, uno a uno, rappresenta una vera difficoltà, soprattutto per gli anziani». Secondo Fallavena, il sistema «va rivisto e integrato. Per evitare che si accumuli pattume in casa, escrementi del cane compresi, si raccoglie e si mette fuori di volta in volta, senza attendere che il sacco sia pieno». Senza parlare poi, rimarca - «della maleducazione di tanta gente, che lascia di tutto per strada e in campagna. Questo è un vero disagio per tutti».

È invece molto soddisfatta del Pap, Margherita Diegoli: «Personalmente sono contenta – evidenzia - ma capisco il problema di chi, come in centro storico, non ha spazio al di fuori della propria abitazione, dove mettere i contenitori o dove tenere i sacchetti dei vari rifiuti». Un progetto positivo per Rossella Calzolari, che tuttavia non ne condivide le modalità: «Di certo c'è il problema dello spazio - ribadisce - chi ha un balcone piccolo o non ce l'ha, non sa dove accumulare i rifiuti in attesa di esporli davanti alla propria abitazione. Anche la faccenda delle sportine è piuttosto indegna: se esponi l'umido o l'indifferenziato con i sacchetti specifici, il pattume viene raccolto. Se utilizzi sportine normali, anche biodegradabili, viene lasciato lì».

In tanti, sottolineano il problema di chi ha animali domestici e il fatto che i sacchetti spesso si rompono.

Da parte sua, Lucia Cerritelli si dice contentissima: «Anzi, non capisco perché la gente abbia tanto da lamentarsi. Quello che è importante è l'obiettivo, fare bene la raccolta differenziata. I dettagli, forse saranno anche da sistemare, ma sono secondari». Dello stesso avviso Federica Busi: «Un sistema tutto positivo. Era ora che si cominciasse seriamente».

Più critica Federica Guaraldi, che pur condivido il principio di «spingere sulla raccolta differenziata», ritiene il metodo «sbagliato e deleterio. Un sistema male organizzato che sta creando disagio a tanti cittadini. Inoltre vedere tanti sacchetti in giro, in centro storico, è davvero una brutta immagine per la città». Federica entra poi nello specifico: «La raccolta dell'umido due volte a settimana è troppo poco. Per non parlare dell'indifferenziato: una volta alla settimana anche per chi, come noi, ha i pannolini di un bambino piccolo». E in merito alla possibilità di avere una chiavetta per i contenitori specifici di pannolini/pannolini: «Non sapevo esistesse».

Ad elencare gli aspetti positivi, pur rilevando l’opportunità di qualche correzione Stefano Lovera: «Condivido l'idea di raccogliere, differenziare e riciclare i rifiuti, soprattutto l'organico e il metodo della compostiera, ma sarebbe da migliorare la modalità di gestione attraverso i bidoncini. Di certo è favorito chi ha il giardino, o comunque spazio». Infine, Iveta Kocourkova fa notare quanto impegno richieda il sistema PaP: «Ormai ci siamo rassegnati ad avere in casa pattume ovunque, in attesa della giornata giusta per esporlo. Si rischia che, di fronte all'incertezza su come suddividere i rifiuti, si butti tutto nel sacco nero dell'indifferenziato. Ci vuole tempo per abituarsi, ma ci mancano i bidoni stradali».

Beatrice Barberini

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