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VIOLENZE TRA I BANCHI

Ricatti, furti e rapine: bulli scatenati a scuola

Ricatti, furti e rapine: bulli scatenati a scuola

Denunciati tre minorenni che chiedevano soldi con botte ai più piccoli: scoperti col tam-tam tra genitori e i professori

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PORTOMAGGIORE. Ancora bulli e bullismo, in una scuola del Portuense, atti che si sono trasformati in accuse di estorsione, rapine, percosse e altro. Dall’inizio della scuola, le giornate in classe e fuori dall’istituto erano diventate un incubo per tre ragazzini, più piccoli dei bulli: ricatti, offese, violenze non solo verbali sono durati fino ad alcuni mesi fino alla fine di novembre, quando la rete tra genitori, professori, scuola e gli stessi compagni di classe (quelli buoni, diremo) ha fatto attivare i carabinieri che in diverse settimane di indagini hanno incastrato i tre bulli. Nei giorni scorsi, infatti, i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Portomaggiore, dopo le indagini attivate dalla segnalazione del dirigente scolastico, hanno denunciato alla Procura dei minorenni di Bologna due 16enni ed uno è stato segnalato in quanto non ancora 14enne (sotto i 14 c’è la non punibilità).

E’ emerso che, dall’inizio dell’anno scolastico, i ragazzi hanno compiuto atti di bullismo contro almeno tre coetanei, diventati in alcuni casi furti, estorsioni e rapine di piccole somme di denaro e altre cose. A far partire le indagini era stata la segnalazione della direzione della scuola che dopo aver appreso sia da genitori, insegnanti e gli stessi compagni delle vittime, e dalle vittime stesse il disagio che stava vivendo. I carabinieri hanno pertanto avviato le indagini del caso e da qui è stata scoperta la piena responsabilità dei tre bulli che oltre ai procedimenti penali (processi minorili) dovranno far fronte ai provvedimenti che la Direzione scolastica adotterà. I tre «bulli» scoperti sono già stati interrogati, (con difensori), a loro sono stati notificati avvisi di garanzia e dopo il via della procedura nei loro confronti sono stati invitati (deterrente che starebbe funzionando) a non continuare, pena l’aggravamento dei provvedimenti.

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