Gad, quasi 200 firme per la sicurezza
Lettera aperta dei residenti al questore, al sindaco e all’assessore Sapigni: «Siamo esasperati da criminalità e degrado»
Degrado in zona stadio e stazione, ma anche residenti che si sentono “ghettizzati” nel loro territorio. Questa volta è il Quartiere Giardino ad alzare la voce e a far parlare di sé con i cittadini che mostrano i segni di una situazione potenzialmente esplosiva.
E sono 193 le firme contenute nella denuncia che è stata depositata in questi giorni e recapitata al prefetto Michele Tortora, al questore Antonio Sbordone, al sindaco Tiziano Tagliani, all'assessore alla sanità Chiara Sapigni e alla Nuova Ferrara.
A lanciare l'allarme sono i residenti della Gad, esasperati dai continui episodi di violenza che ormai si susseguono quotidianamente, allo spaccio incontrollato nella zona stadio (ma non solo), che chiedono più sicurezza e una maggiore attenzione, ma anche il rispetto delle regole per i pub e locali pubblici, per tornare a vivere il proprio quartiere in maniera tranquilla.
«In qualità di residenti del Quartiere Giardino di Ferrara - scrivono alla Nuova - chiediamo un incontro con il signor questore della nostra città per far presente in quale situazione viviamo».
Dito puntato sulla “pacifica” convivenza nel quartiere anche nelle ore serali, sugli orari di apertura dei negozi e sulla riqualificazione della zona.
«Giorno e notte siamo disturbati da schiamazzi, risse di extracomunitari di colore e non, drogati e prostitute. Furti nelle nostre abitazioni e anche, nei pochissimi negozi, ancora esistenti gestiti da italiani. In ogni spazio del nostro quartiere regna sporcizia di ogni tipo: vomiti, escrementi, sangue, siringhe, vetri di bottiglie rotte».
E i residenti non si limitano a denunciare le gesta dei “coinquilini” del quartiere, ma bensì anche a richiamare l'attenzione sul malcostume che imperversa nel quartiere. «Se osiamo far presente a questi nostri “ospiti coabitanti” qualsiasi cosa - prosegue la denuncia - come ad esempio, che non si sputa per terra, che non si urina sui muri, sui cassonetti della spazzatura e a cielo aperto in mezzo ai prati, veniamo derisi, minacciati, e ci sentiamo dire: «Faccio quel che voglio tanto in Italia non ci fa niente nessuno».
E ancora: dito puntato sugli esercizi pubblici gestiti da extracomunitari. «I negozi aperti come alimentari a gestione non italiana - dicono alla Nuova - in realtà sono rivendite di alcolici a basso costo che rimangono aperti fino a tarda notte, incentivando l'abuso di alcool e di conseguenza risse, schiamazzi, sporcizia sia davanti ai negozi stessi, in quanto i gestori non puliscono, che nelle limitrofe aree verdi dove si ritrovano per tutta la notte gli extracomunitari di qualsiasi nazionalità, impedendo di dormire ai cittadini normali che tutte le mattine si alzano per andare al lavoro. Per questo motivo ne chiediamo la chiusura entro le 20».
Ma anche gli appartamenti del quartiere, per via del degrado della zona “calda”, si sono deprezzati.
«Gli immobili situati nel nostro quartiere degradato hanno già perso il 50% del loro valore e stanno continuando a perderlo ogni giorno che passa sempre di più, ma nel contempo noi cittadini paghiamo Imu, Tasi, Tari sul valore catastale senza nessuna riduzione. Non riusciamo a venderli e nemmeno ad affittarli in quanto nessuno vuole venire in questa zona di degrado».
E le domande diventano tante, e i toni si alzano.
«Perché noi cittadini dobbiamo continuare a pagare le tasse al Comune? Per vivere in un quartiere che Voi autorità cittadine avete ormai pianificato essere il nuovo "ghetto ferrarese?».
Per vivere in mezzo al degrado, alla sporcizia, alle prostitute, agli ubriachi? Per vedere dalle nostre finestre un incessante spaccio di droga anche a minorenni senza nessun intervento da parte delle forze dell'ordine? Per come siamo stati abbandonati a noi stessi in questo quartiere avremo dovuto già da tempo smettere di pagare ogni tassa comunale! (...)".
E i residenti si rivolgono, nella loro denuncia, direttamente al Questore e al Sindaco di Ferrara: «Se non siete in grado di eliminare radicalmente questo problema, spiegateci perché solo il nostro quartiere deve subire le maggiori conseguenze? Noi stiamo vivendo questa situazione ormai da anni ed è sempre peggio, eppure siamo cittadini come quelli di altre zone della città e non ci sembra giusto che solo noi dobbiamo essere così penalizzati. Da tempo diciamo che basterebbe una pattuglia alternata tra le varie forze dell'ordine che a turno ruoti 24 ore su 24 e sicuramente il problema spaccio si risolverebbe da sè in quanto gli spacciatori, essendo intralciati nel loro “commercio”, se ne andrebbero spontaneamente da soli». (..)
«Signor Questore, Signor Sindaco - sottolineano i residenti - voi vivreste in un quartiere come il nostro? Tempo fa è stata inaugurata la Casa della Protezione Civile e tra l'altro doveva essere una presenza costante su Piazzale Castellina, ma in realtà è stata aperta tre volte in due anni. «Quello che noi tutti del quartiere Giardino crediamo - sottolineano a chiare lettere - è che non ci sia da parte Vostra la reale volontà di riportarlo in una condizione di civiltà, dignità e normalità. Noi siamo assolutamente intenzionati a lottare senza stancarci». Una lettera condivisa da 193 firme che attende certamente una risposta.
Federica Achilli
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