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Delegato sospeso, il Pd interpella il consiglio

Delegato sospeso, il Pd interpella il consiglio

«Se ci sono state violazioni tanto gravi, dovrebbe intervenire la magistratura» Rifondazione e Italia Unica: colpa delle politiche del lavoro del governo

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Finisce in Consiglio comunale la minaccia di licenziamento al delegato sindacale Luca Fiorini da parte di Basell. Gli esponenti del Pd Ilaria Baraldi e Renato Finco in un’interpellanza non solo chiedono all’amministrazione di prendere ufficialmente posizione, ma si chiedono quale possa essere stata la giusta causa tanto grave da determinare il provvedimento di sospensione dal lavoro (in attesa dell’esito del procedimento disciplinare atteso tra oggi e lunedì). «Se violazioni ci sono state - affermano i consiglieri - esse andranno appurate ed eventualmente sanzionate dalla magistratura», considerato che «sulla base dei fatti a oggi noti», il provvedimento «appare una misura sproporzionata all’interno della dialettica sindacale, ancorché accesa».

Ma sono state diverse, dal mondo politico e sindacale, le attestazioni di solidarietà nei confronti di Fiorini. C’è chi, come Stefano Lugli di Rifondazione Comunista e Rossella Zadro, coordinatrice provinciale di Italia Unica, considerano l’episodio «conseguenza delle politiche del lavoro del Governo Renzi», la cui riduzione delle tutele «espone i rappresentanti sindacali alle reazioni più violente delle aziende (Prc); da parte sua, Italia Unica ricorda la «demonizzazione del sindacato condotta in questo ultimo anno di Governo, con le attuali regole che permettono di licenziare sulla base di realtà costruite ad hoc», al punto da non essere stupiti che in Basell «si approfitti di tale panacea per procedere con le epurazioni e i licenziamenti» e che «dall’oggi al domani ci ritrovassimo a Ferrara con il Polo chimico chiuso».

In campo anche la Fiom e lo Spi Cgil. «Noi stiamo con Luca. Anche nella civile Ferrara si sta manifestando l’arroganza dei padroni», è l’allarme dei metalmeccanici della Camera del Lavoro: «Il sindacato è un nemico, non una controparte con cui discutere, il delegato quando non è d’accordo va provocato, esasperato e se non si adegua lo si sospende». All’adesione allo sciopero (da ieri al 5 gennaio, ndr), annuncia la Fiom, si aggiungeranno «ulteriori forme di lotta unitarie». Di «autoritarismo aziendale - parlano i pensionati Spi Cgil, confermando «solidarietà e affettuosa vicinanza a Luca Fiorini «persona intelligente, onesta e responsabile dirigente sindacale». Non si licenziano i delegati, conclude, chiedendo «il ritiro immediato del provvedimento e la ripresa delle trattative» per il rinnovo del contratto integrativo.

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