Il legale di Sgarbi, coinvolto pure Renzi che cita i "gufi" ma non c'è reato
La precisazione dell'avvocato del critico che chiama in causa anche il premier: "dice dei Gufi che sono iettatori, ma nessun reato sussiste nel caso in esame, il nostro codice considera gli animali come beni mobili".
FERRARA - Per gli animalisti, Sgarbi offende le capre usando il nome in tono spregiativo? Niente affatto, e poi non c’è reato come per il premier Matteo Renzi che usa i gufi (per dire che portano sfortuna). A dirlo è il legale di Vittorio Sgarbi, l'avvocato Giampaolo Cicconi che con una nota fa sapere che «l'esposto del signor Croce (animalisti, ndr) è stato presentato ad una autorità incompetente (la procura di Ferrara, ndr) per territorio e non solo contro Sgarbi ma anche verso l'attuale Presidente del Consiglio Matteo Renzi, per il significato che questi attribuisce ai Gufi, qualificati iettatori, nessun reato sussiste nel caso in esame, posto che il nostro ordinamento considera gli animali come beni mobili».
La precisazione (a dir poco paradossale, tutta Italia sta parlando di capre e gufi e della contesa innescata: voglia di visibilità?) viene da una nota dell'avvocato Cicconi per conto di Vittorio Sgarbi. «Quindi - prosegue la nota - nessuna violazione penalmente rilevante è stata commessa né dal professor Sgarbi e né dal premier Renzi, atteso che non vi è stato da parte di costoro alcun maltrattamento né alle capre e né ai gufi».
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