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«Al mio raggio di sole» L’addio a Stefano Tanese

«Al mio raggio di sole» L’addio a Stefano Tanese

Tante parole, abbracci e messaggi importanti per la famiglia del giovane L’amico e collega: «Non ho potuto fare niente per salvarlo. È stato terribile»

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COMACCHIO. Giornata di profondo dolore per l’intera comunità lagunare, che ieri pomeriggio ha voluto stringersi nel lutto che ha colpito due famiglie proprio durante le festività di Natale, quella di Stefano Tanese e quella di Gesualdo Guidi. Era gremitissimo il santuario di Santa Maria in Aula Regia quando alle 15 Padre Paolo Siano, frate francescano della chiesa di Santo Spirito di Ferrara, ha cominciato le esequie funebri di Stefano Tanese, il 29enne del Lido degli Scacchi, rimasto vittima di un incidente stradale nel Mezzano, occorsogli nella notte del 23 dicembre scorso, al rientro dal turno di lavoro. «A prima vista risulta difficile conciliare un momento così doloroso con la grazia del periodo natalizio che stiamo vivendo – ha esordito Padre Paolo nell’omelia - in realtà è possibile perché quel bambino nella mangiatoia è venuto in povertà per portarci la verità e la grazia di Dio. Grazie a questo bambino dobbiamo e possiamo trovare la consolazione ad affrontare il lutto». Accanto al papà Nunzio, alla mamma Maria Rosa, alla fidanzata Milena e alla sorella Giuditta con il marito Paolo salmi, sotto-tenente del corpo militare della Croce Rossa Italiana, c’erano anche tantissimi amici e colleghi del giovane, che lavorava come manutentore di piastrelle nella ditta Santa Maria di Molino di Filo. Tra i primi banchi in chiesa anche gli amici dell’associazione “Navy eels softair” rigorosamente in divisa, dediti agli scontri armati per gioco. Accanto alla bara di Stefano tante rose rosse e bianche con il cuscino dedicato “Al mio raggio di sole” della fidanzata Milena e quelli dei “Tuoi colleghi del reparto scelta.” Vibrante la chiusura dell’omelia con cui Padre Paolo ha ricordato che «siamo portati a chiudere la nostra vita solo tra le cose visibili e invece dobbiamo guardare più in alto. Anche Stefano oggi ci invita – ha proseguito il frate francescano – a guardare in alto, alla nostra vera gioia, perché non ci fermiamo alle cose visibili, ma facciamo un Natale più profondo con Gesù Bambino che è arrivato povero, ma ricco di verità e grazia per noi». La celebrazione funebre è stata intercalata dai canti del coro della parrocchia del duomo di San Cassiano, mentre dopo la benedizione della salma è stato lasciato spazio alle strazianti letture dei ricordi di amici e colleghi del 29enne, finito con la sua autovettura nel canale che affianca la strada Maè nel Mezzano. «Ciao Stè – ha letto una collega con la voce rotta dal pianto -; non riusciamo a credere che tu non sia più qui tra noi. Sapessi quante volte apriamo quella porta al lavoro, ma tu non ci sei. Abbiamo goduto della tua solarità – ha proseguito la giovane donna – e della tua magnifica risata. Non sai quanto ci mancherai. Per noi non te ne sei andato. Ti vogliamo bene. I tuoi colleghi». Tra applausi scroscianti è stato accolto anche il pensiero di un’amica, che si è rivolta direttamente a Stefano con un quesito. «Come hai potuto lasciarci così presto? Sembra ieri quando eravamo riuniti ai compleanni – ha letto la ragazza incoraggiata al leggio da altre amiche -, per compleanni e per tante feste, dove ci teneva compagnia la tua risata contagiosa. E quanti notti passate in tenda a pescare e poi a ributtare i pesci in acqua – ha specificato l’amica -, perché tu amavi tanto gli animali e non avresti mai fatto male ad una mosca. Qui c’è la tua cocchina, come la chiamavi Milena. È vero amore, perché è un amore che ha superato tutto». Tra i singhiozzi di parenti ed amici la lettura si è chiusa con «un conto sospeso con l’aldilà, perché ti hanno portato via troppo presto, ma questo – ha concluso l’amica – non è un addio, ma un arrivederci». Il collega Paolo Gelli, che seguiva Stefano la notte dell’incidente, ha ammesso che «trovarsi là da solo per 20 minuti è stato drammatico, perché non ho potuto fare nulla per salvarlo».

Katia Romagnoli

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