La Nuova Ferrara

Ferrara

Collegato ambientale una legge che piace al mondo agricolo

Collegato ambientale una legge che piace al mondo agricolo

Scaramagli: un pacchetto di misure che va nella direzione da noi intrapresa per limitare consumi di acqua e energia

3 MINUTI DI LETTURA





Alla fine del 2015 è passato in via definitiva, alla Camera dei Deputati, il cosiddetto "Collegato Ambientale", che con i suoi 79 articoli definisce una sorta di dettagliata agenda verde sull'attuazione di linee guida per ogni comparto dell'economia e del vivere quotidiano.

Confagricoltura plaude all'approvazione di questo pacchetto di misure in materia di tutela della natura, sviluppo sostenibile, energia, gestione dei rifiuti, difesa del suolo e risorse idriche, che incidono in diversi settori dell'economia con l'obiettivo di concepire un nuovo sviluppo basato sulla sostenibilità ambientale, attraverso una serie di semplificazioni e di incentivi diretti a premiare i comportamenti virtuosi.

Infatti il "Collegato ambientale" contiene misure per il settore agricolo che portano in primo piano il ruolo dell'agricoltura per la mitigazione dei cambiamenti climatici, promuovendo quelle imprese che hanno adottato tecnologie e disciplinari di produzione innovativi, che determinano la riduzione degli impatti ambientali.

Il Centro Studi di Confagricoltura ha presentato un articolato rapporto sulle emissioni di gas serra derivanti dalle attività produttive e civili dell'uomo e sul riscaldamento del Pianeta, con le conseguenze che ne derivano: periodi di intensa siccità, inquinamento atmosferico, alluvioni, eventi meteorologici estremi. Questi fenomeni determinano da una parte il rischio di desertificazione per territori sempre più estesi, dall'altra esondazioni di corsi d'acqua, allagamenti, frane, danni alle coltivazioni, agli allevamenti, agli insediamenti produttivi e residenziali.

In occasione della Conferenza sul clima conclusasi recentemente a Parigi, i 180 Paesi responsabili del 100% delle emissioni dei gas serra, hanno sottoscritto l'impegno di ridurre le emissioni in modo che il riscaldamento del Pianeta resti al di sotto di + 2°C rispetto all'epoca preindustriale (riferimento: anno 1880).

Confagricoltura stima che per contenere il riscaldamento del clima entro questa soglia, le emissioni di gas serra dovranno essere abbattute del 20% entro il 2020 e del 40-50% entro il 2050.

L'Unione Europea produce circa l'11% delle emissioni mondiali di gas serra. In Italia, fra il 1994 e il 2004, le emissioni sono cresciute di circa il 15%, ma nel periodo successivo la tendenza si è invertita registrando per il nostro Paese, rispetto al 1990, una riduzione del 16%, sostanzialmente in linea con l'obiettivo -20% previsto dall'UE entro il 2020.

L'agricoltura è il settore dell'economia più esposto alle conseguenze dei mutamenti climatici. Tutto ciò vale ancor di più per l'Italia che per la sua posizione geografica e morfologia territoriale è maggiormente esposta alle conseguenze dei cambiamenti del clima. Infatti nel nostro Paese, nonostante la riduzione delle emissioni di gas serra degli ultimi anni, nel 2014 il riscaldamento medio del clima ha raggiunto per la prima volta +1,45°C (media del periodo 1971-2000): un valore pressoché doppio rispetto alla media globale.

Questo dato risulta ancora più significativo se si considera che l'agricoltura italiana ha perso negli ultimi 50 anni quasi un terzo della sua superficie coltivabile, a vantaggio di quei settori economici ad alto impatto ambientale.

Sempre secondo Confagricoltura il settore agricolo, se opportunamente sostenuto da scelte politiche che ne riconoscano la priorità strategica, può esprimere potenzialità importanti nella produzione di energia rinnovabile e da biomasse, innanzitutto per la propria autosufficienza. La legge "Collegato Ambientale" - spiega il presidente di Confagricoltura Ferrara Pier Carlo Scaramagli - va nella direzione da noi intrapresa con il progetto Ecocloud, diretto proprio a promuovere le imprese agricole che hanno adottato soluzioni tecnologiche di precisione che limitano l'impiego di risorse (acqua, prodotti chimici, energia), senza compromettere l'obiettivo irrinunciabile della crescita di produttività".

Andrea Tebaldi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google