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«Non si licenziano i delegati sindacali»

«Non si licenziano i delegati sindacali»

L’appello dei tre segretari di Cgil, Cisl e Uil a Basell: «Evitare decisioni irreparabili e inedite nel panorama ferrarese»

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È severo, a tratti molto ruvido, ma bada a non rompere il filo del dialogo il comunicato che i segretari provinciale di Cgil, Cisl e Uil hanno soppesato per commentare e cercare di contribuire a risolvere il “casus belli” innescato dalla procedura di licenziamento avviata da Lyondell-Basell nei confronti del delegato sindacale della Cgil Luca Fiorini.

I tre segretari Raffaele Atti (Cgil), Paolo Baiamonte (Cisl) e Massimo Zanirato (Uil) si associano alle iniziative promosse dai sindacati dei chimici e dalla Rsu «per chiedere la revoca del provvedimento di sospensione cautelare nei confronti del delegato sindacale Luca Fiorini che si configura come una minaccia di licenziamento disciplinare che prende le mosse da un episodio marginale nell'ambito di un incontro per il rinnovo del contratto integrativo. Episodio per altro innescato da una provocazione delle delegazione aziendale in un clima già reso di forte tensione per il comportamento dell'azienda che ha calato sulla trattativa due licenziamenti individuali poi ritirati davanti alla reazione dei lavoratori e del contesto politico istituzionale».

Lo scontro verbale ha interrotto una trattativa non facile, ma che stava individuando la strada dell’accordo e questo aspetto - secondo i tre segretari - rende «lecito il dubbio che il procedimento disciplinare sia il pretesto per non chiudere l'accordo sul punto dirimente delle garanzie occupazionali per i lavoratori coinvolti in processi di riorganizzazione».

Preoccupa l’«involuzione in senso autoritario» delle relazioni sindacali, che viene giudicata «del tutto incongrua con l'attività di una azienda che ha nella ricerca il suo punto di forza e che non può prescindere da un apporto partecipativo e di collaborazione dei lavoratori che non può essere estorto con prove muscolari». Il provvedimento di sospensione viene ritenuto fuori misura anche per la figura del destinatario, non certo una testa calda, ma «un rappresentante sindacale di lunga esperienza e di provato equilibrio e per questo circondato da stima dentro e fuori lo stabilimento».

A poche ore dalla conclusione del procedimento disciplinare i sindacati mettono sul piatto la volontà, quasi la promesso di andare rapidamente a un accordo: «Riprendere la trattativa è la sola strada ragionevole per chiudere in fretta una fase di acutizzazione del conflitto in azienda».

Nella storia recente e meno recente non si ha memoria di minacce di licenziamenti nei confronti di sindacalisti del petrolchimico. Anche nelle fasi più acute dei processi di ristrutturazione delle aziende chimiche, a Ferrara il livello e la qualità delle relazioni sindacali sono rimaste alte. Anche di qui l’appello finale di Cgil, Cisl e Uil a Basell: «Prevalga il senso di responsabilità e si evitino decisioni irreparabili che sarebbero inedite nel panorama sindacale ferrarese e che inevitabilmente richiederebbero riposte di più ampio respiro».

Attorno a Fiorini l’unità sindacale è stata ritrovata in pieno. Nel settore della chimica, e non solo, i comunicati congiunti ultimamente li firmano Cgil e Uil. Per questo straordinario episodio il parlare a una voce sola è stato ritenuto necessario. Forse proprio per questo l’altro ieri è stato bloccato un comunicato già inoltrato alle redazioni locali che portava la firma di alcuni sindacati di categoria della Cgil. Ora davvero “tutti stanno con Fiorini”.

Marcello Pradarelli

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