Basell Ferrara, il sindacalista licenziato: «Parte la causa di lavoro»
Impugnato il provvedimento: «Dai lavoratori grande vicinanza e solidarietà». Chiarioni (Filctem): «Una follia. La mobilitazione diventerà nazionale»
FERRARA. È stata una giornata di dolore e contrattacco, quella di ieri per Luca Fiorini. Quella raccomandata con la comunicazione del licenziamento era aspettata e temuta dal 18 dicembre, ma il suo arrivo è stato comunque un colpo durissimo. «Un provvedimento ingiusto» commenta - Mi sono già rivolto a un legale per impugnare il licenziamento, per fortuna tutti i lavoratori stanno aderendo alla mobilitazione sindacale».
Per il segretario provinciale dei chimici della Cgil Fausto Chiarioni la decisione di Basell equivale a una dichiarazione di guerra. Un atto di ostilità a cui ora la Filctem di appresta a rispondere colpo su colpo «Abbiamo già attivato i nostri legali per il ricorso davanti al giudice del lavoro, e ci appelleremo anche all’articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori sul comportamento antisindacale».
Il timore che il procedimento disciplinare potesse concludersi nel peggiore dei modi era nell’aria, soprattutto a fronte dell’atteggiamento di chiusura che l’azienda aveva mantenuto dopo che il sindacato aveva assunto un profilo basso, nei giorni seguenti la sospensione di Fiorini, nel tentativo di ricucire i rapporti. Lo sciopero unitario proclamato a fine anno (dal 1º gennaio a oggi) aveva segnato la fine della tregua. E adesso la mobilitazione è naturalmente destinata a estendersi: «Lo sciopero continuerà - spiega Chiarioni - cercando di coinvolgere anche altre aziende del Petrolchimico». Il caso, però, sembra destinato a diventare di portata nazionale. Già nei giorni scorsi il segretario generale della Cgil Susanna Camusso aveva twittato “Non si licenziano i delegati sindacali” e ora, prosegue Chiarioni, «vorremmo organizzare un’iniziativa portando a Ferrara Susanna Camusso e il segretario generale dei chimici della Cgil, Emilio Miceli».
Perché in discussione, ribadisce Chiarioni, non c’è solo il posto di lavoro di Luca Fiorini, ma anche la gestione delle trattative sindacali, compromesse da questo grave precedente. «È un modo per decapitare il sindacato», aveva commentato Chiarioni all’indomani della sospensione.
«Un atto folle, ingiustificabile - rincara ora la dose - che ha indignato tutti i lavoratori. Anche oggi (ieri ndr) abbiamo svolto un volantinaggio davanti ai cancelli del Polo Chimico, e sono tutti con Luca». Chiarioni non nasconde che l’intera vicenda appare come una strumentalizzazione per interrompere la trattativa per rinnovare il contratto integrativo. Proprio a seguito dell’alterco tra Fiorini e i dirigenti di Basell, questi ultimi avevano deciso di interrompere la seduta, bloccando di fatto il tentativo di introdurre una normativa a tutela dei dipendenti, impegnando l’azienda a cercare soluzioni di ricollocamento in caso di soppressione di posti di lavoro. Come era avvenuto con le due lavoratrici licenziate senza preavviso il 10 dicembre e riassunte cinque giorni dopo. (a.m.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
