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Dal Pd a M5S, tutta la politica sta con Fiorini

Striscioni di solidarietà a Fiorini
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Striscioni di solidarietà a Fiorini

Basell Ferrara, le reazioni al licenziamento. Da Sel, Prc e dalla Lega attacchi anche al governo e al jobs act

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FERRARA. La notizia del licenziamento del sindacalista Luca Fiorini da parte di LyondellBasell ha messo in subbuglio ieri il mondo politico e sindacale ferrarese e nazionale. «Licenziare il delegato sindacale per un alterco in trattativa e' un grave errore della azienda», twitta il sindaco Tiziano Tagliani. Tra i parlamentari secco è il commento del deputato Giovanni Paglia (Sinistra Italiana): «Nel Paese del Jobs Act - scrive - si può essere licenziati così, per rappresaglia. Non importa che 27 anni della tua vita siano stati spesi tra le mura di quell’azienda, sia da lavoratore che da delegato sindacale; basta un alterco, un momento di vivace dialettica tra sindacati e azienda per essere sbattuti fuori senza troppi complimenti». «Vorremmo conoscere chi ha avuto il coraggio di firmare materialmente il licenziamento di Fiorini - è la posizione di Rossella Zadro, di Italia Unica - sulla base di che cosa, di quali motivazioni, di quali atti prodotti, che faccia ha costui. Le responsabilità devono avere nome e cognome. Chiediamo a Basell di fare un passo indietro e di riconoscere l’errore commesso. Solo così il territorio può tornare a considerarla una realtà propria».

Per Paolo Calvano, consigliere regionale Pd, la decisione assunta da Basell è «incomprensibile e inaccettabile. Invito pertanto l’azienda a ritornare sui suoi passi, rimettendosi sulla via del dialogo, perché la buona qualità delle relazioni industriali è sinonimo di buona qualità del lavoro e di rispetto dei diritti nonché un elemento capace di dare competitività alle imprese, anche alle multinazionali come Basell». P. Luigi Vitellio, segretario Pd provinciale, ha esternato su Twitter: «#LyondellBasell ha sbagliato. Ora più che mai vicini a Luca Fiorini, non arretreremo di un passo». L’atto di Basell ha suscitato perplessità pure nelle fila del centrodestra. Ieri il capogruppo regionale della Lega Nord, Alan Fabbri, ha dichiarato che«se è vero che un semplice ‘alterco in trattativa’ avrebbe causato il licenziamento di Luca Fiorini, la decisione dell’azienda aprirebbe un precedente. Ci auguriamo quindi che un governo che si dice di centrosinistra capisca tutto questo e agisca di conseguenza. Mi auguro che il ministro Poletti, emiliano e membro del governo, voglia intraprendere un’operazione trasparenza in questo senso». Per il consigliere comunale di Sel, Leonardo Fiorentini, ora «Basell deve spiegazioni alla città». Anche Rifondazione, attraverso un comunicato congiunto di Stefano Lugli ed Elisa Corridoni, rispettivamente segretario regionale e commissario Prc di Ferrara e segretaria del circolo Prc di Ferrara, esprime «solidarietà a Luca Fiorini» sottolineando che «Basell approfitta sapientemente dello scippo delle tutele dei lavoratori ad opera del governo Renzi che ha dato alle aziende la possibilità di togliersi di torno i sindacalisti scomodi. Quando si difendeva lo statuto dei lavoratori e l’articolo 18 si pensava proprio a queste situazioni, in cui il lavoratore si trova solo e senza tutele davanti al potere dell’azienda». Nell’esprimere solidarietà a Fiorini, infine, la segretaria della Federazione Psi Rita Cinti Luciani giudica la scelta dell’azienda «profondamente sbagliata». Il M5S interviene con comunicato firmato dai gruppi consiliari di Ferrara, Argenta, Lagosanto, Copparo, Fiscaglia, Codigoro e dal depotato Vittorio Ferraresi: «Esprimiamo solidarietà al delegato sindacale Luca Fiorini e la preoccpazione per i recenti fatti». «Sono anni» che Basell «cerca di ridimensionare il personale (...) è in questo clima di forte preoccupazione per la perdita di posti di lavoro che è nato il caso». Per M5S il clima è teso anche a causa del jobs act.

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