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Il triste saluto di Ponte ai coniugi annegati

Il triste saluto di Ponte ai coniugi annegati

Molta gente ai funerali di Antonio Cimarelli e Elga Maestri morti la vigilia di Natale Gli amici: «Erano buoni e socievoli». Il parroco: «Se ne sono andati per mano»

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Parenti, amici, ex colleghi di lavoro, hanno dato ieri l'ultimo saluto nella chiesa di Pontelagoscuro, ai coniugi Antonio Cimarelli e Elga Maestri, rispettivamente di 84 e 82 anni, deceduti la vigilia di Natale, finiti con la loro auto nel canale Boicelli, che costeggia il locale cimitero. Una tragedia che ha colpito molto la comunità di Pontelagoscuro; in chiesa tanti anche i colleghi del figlio Massimo, ingegnere che lavora in un’azienda del polo chimico.

Numerosi i conoscenti fuori dalla chiesa ad attendere le bare degli amici scomparsi. "Eravamo amici, abitavamo nello stesso paese delle Marche - ricorda Osvaldo Forlani, riferendosi a Tonino Cimarelli - quindi ci siamo conosciuti molto giovani. L'ultima volta l'ho incontrato al pranzo del Primo maggio, in occasione degli 80 anni, e lì c'era anche la moglie. Abbiamo lavorato sempre nel petrolchimico, ma in settori diversi». Due amici, Antonio e Vincenzo, li ricordano "come due buone persone, li vedevamo spesso". Un altro conoscente riferisce di averli conosciuti bene: «Andavamo in ferie insieme, erano amici di mia sorella. Erano buoni e socievoli. Non li vedevo più da un paio di mesi, prima si vedevano più frequentemente». Enrica Pradarelli ricorda «le estati passate insieme, perché erano amici di mio padre. Ho conservato tanti ricordi piacevoli. Negli ultimi tempi li vedevamo sempre uguali, magari con gli acciacchi dell'età». C'è anche chi, come la signora Donatella Cristofori, li vedeva «sempre insieme, in piazza, a fare la spesa».

Durante la celebrazione funebre, don Silvano Bedin, ricorda il matrimonio felice dei due coniugi e la tragedia che ora ha gettato nello sconforto i parenti. "Tante volte ci troviamo qui per salutare persone care e questo ci cambia la vita, perché eravamo abituati a condividere con loro momenti belli e difficili. Quando se ne va qualcuno, si crea un vuoto difficile da colmare,soprattutto quando se ne vanno i genitori, e tendiamo per questo a chiuderci in noi stessi.Ricordiamo l'affetto e l'insegnamento che ci hanno trasmesso come genitori, ma dobbiamo capire che se ne vanno tenendosi per mano. Li vedo entrare nella chiesa quando si sono sposati, e questo momento è qualcosa che li unisce anche nella morte. Nella tragedia di quanto capitato loro, hanno avuto questa opportunità, di vivere il passaggio dalla vita alla morte insieme. Ricordo Elga che veniva qui in chiesa e mi diceva che non riusciva a venire più come prima». Il parroco ha anche rievocato le passeggiate di Tonino in via Aminta insieme agli amici, un gruppo che si sta rarefacendo. «Ma oltre che ai ricordi - ha detto don Silvano - dobbiamo affidarci a Dio, l'unico in grado di dare significato a questi momenti. Se lo preghiamo, incontriamo anche le anime dei nostri cari, e li sentiremo presenti, anche se in forma diversa».

Veronica Capucci

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