L’ex Lamborghini Calor nelle mani di Oxy Capital
DOSSO. Nei giorni scorsi si è svolto il primo faccia a faccia tra i rappresentanti dei lavoratori della Ferroli (il gruppo comprende anche l’ex Lamborghini-Calor di Dosso) e i nuovi soci di Oxy...
DOSSO. Nei giorni scorsi si è svolto il primo faccia a faccia tra i rappresentanti dei lavoratori della Ferroli (il gruppo comprende anche l’ex Lamborghini-Calor di Dosso) e i nuovi soci di Oxy Capital. Dopo il via libera da parte del Tribunale di Verona all’omologa del piano di ristrutturazione dei debiti, sono iniziati i primi passi per la fase di rilancio della storica azienda che ha il quartier generale a San Bonifacio in provincia di Verona, specializzata nella produzione di caldaie.All’incontro erano presenti i rappresentanti del fondo Oxy Capital, un rappresentante di Confindustria Verona, il responsabile Risorse Umane dell’azienda, oltre ai sindacalisti veronesi Fim Cisl e Fiom Cgil. In seguito all’omologa del 15 dicembre scorso entro breve si insedieranno un nuovo consiglio di amministrazione e un nuovo amministratore delegato. Solo dopo l’insediamento del Cda e dell’ad si entrerà nel merito del piano industriale. La nuova compagine societaria vedrà il fondo Oxy con il 60% delle quote e la famiglia Ferroli il 40%. Dopo le festività inizierà la trattativa sul nuovo piano industriale, che dovrebbe prevedere un rafforzamento dell’attività nell’area di San Bonifacio, dove si trova il quartier generale del gruppo e vi lavorano oltre 800 dipendenti. A questi vanno poi aggiunti i 90 lavoratori dell’ex Lamborghini Calor di Dosso, i 180 di Alano di Piave (BL) e i 60 della fabbrica di Casole d’Elsa, nel Senese. Intanto come stabilito dall’accordo aziendale del 26 novembre 2015 sono stati sbloccati i pagamenti relativi al contratto di secondo livello e alle spettanze non ancora pagate. Una volta ottenuta l’omologa era prevista una nuova immissione di liquidità di oltre 120 milioni di euro, di cui 60 dalle banche e 61,5 da parte degli investitori (da questi vanno detratti i 35 milioni già erogati la scorsa estate per la finanza d’urgenza). L’azienda potrà tornare a operare sul mercato senza il peso dell’esposizione finanziaria in quanto i debiti verranno congelati fino al 31 dicembre 2020.
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