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«Quell’atto blocca la ripresa di un confronto in azienda, si aprono drammatici scenari»

«Quell’atto blocca la ripresa di un confronto in azienda, si aprono drammatici scenari»

«Si tratta di un palese falso ad uso e consumo dell'esterno e di una concezione dei lavoratori LyondellBasell come presunti "creduloni", incapaci di ragionare con la propria testa», sbotta la Rsu...

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«Si tratta di un palese falso ad uso e consumo dell'esterno e di una concezione dei lavoratori LyondellBasell come presunti "creduloni", incapaci di ragionare con la propria testa», sbotta la Rsu aziendale contestando le motivazioni addotte dall’azienda per giustificare il licenziamento del delegato Cgil Luca Fiorini. La linea dura, scrive la Rsu, sarebbe stata assunta e perseguita «pervicacemente» dalla direzione locale «in queste due settimane per utilizzare quanto successo anche al fine di coprire proprie responsabilità rispetto ad altri fatti, a partire dai due licenziamenti intimati il 10 dicembre scorso».

La «priorità sindacale» invece era «riprendere in fretta la trattativa» ma «di fronte alla indisponibilità aziendale, si è deciso il 31 dicembre di adottare le iniziative di mobilitazione».

E sempre allo stabilimento ferrarese le Rsu fanno riferimento attaccando sui «tentativi di "rubare" soldi e normative ai turnisti» e sulla «incredibile vicenda dei due licenziamenti utilizzati, senza alcun rispetto per le persone, per qualche misteriosa diatriba interna». Il licenziamento di Fiorini, conclude la Rsu, «impedirà al sindacato di riprendere ogni spazio di confronto e aprirà un nuovo drammatico scenario nelle relazioni industriali».

Toni durissimi anche alle segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil Emilia Romagna: «Quanto sta accadendo alla Basell è indegno ed inaccettabile - hanno scritto ieri - Licenziare un delegato sindacale, strumentalizzando un diverbio nel corso del negoziato sull'integrativo aziendale, palesa la reale volontà dell'azienda di colpire le agibilità sindacali». Un atto grave adottato da un’azienda «che vive una fase economica profittevole e che nonostante ciò ha ridotto i livelli occupazionali di oltre cento unità. La vicenda di Luca non può essere derubricata a una questione personale, ma deve essere assunta come una questione generale che riguarda il rispetto della dignità di chi lavora, il diritto di contrattare, il diritto di agire sindacalmente».

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