Stalking con sex toys Perizia sull’imputato
Il giudice ha incaricato un medico psichiatra, tra un mese i risultati L’uomo ha perseguitato l’ex moglie per vendicarsi della separazione
Una perizia psichiatrica per stabilire se l’uomo che per anni ha perseguitato l’ex moglie, umiliandola pubblicamente sul posto di lavoro, sia in pieno possesso delle sue facoltà mentali.
A disporla, ieri all’udienza che vede l’ex marito imputato di stalking, è stato il giudice Stefano Amore.
Incaricato della perizia super partes (sopra le parti, perché disposta appunto dal tribunale) è il medico psichiatra Renato Caldelli, che dovrà prestare giuramento il 12 gennaio. Poi il tecnico avrà un mese di tempo per stilare la perizia, che verrà discussa all’udienza fissata per il 12 febbraio.
L’esito costituirà un punto fermo in un dibattimento che non ha lesinato sorprese e colpi di scena. L’ultima riguarda altri presunti episodi persecutori che l’uomo avrebbe condotto ai danni della sua nuova compagna, e che il pubblico ministero Alberto Ciro Savino ha chiesto di poter contestare. Accuse che si aggiungerebbero all’imputazione di stalking nei confronti dell’ex moglie. Una persecuzione che non si è limitata ai tristemente noti sistemi (telefonate ossessive, pedinamenti), ma ha incluso altri fantasiosi sistemi, risultati particolarmente umilianti e imbarazzanti per la ex moglie.
L’imputato infatti ha pensato bene di rubare alla ex consorte alcuni sex toys per farglieli poi recapitare direttamente sul posto di lavoro. Il tutto si è svolto nel paese della provincia dove viveva gli ex coniugi, entrambi di 46 anni.
La donna si è costituita parte civile attraverso l’avvocato Antonio Boldrini. L’imputato invece è difeso dall’avvocato Bandiera.
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